Vince il professor Walter Siti ha insegnato all’ateneo Aquilano

L’AQUILA. Pungente e imprevedibile, riservato ma non convenzionale, alla ricerca dei luoghi accademici poco formali. Ecco perché, dopo avere insegnato all’università di Pisa, lo scrittore modenese...
L’AQUILA. Pungente e imprevedibile, riservato ma non convenzionale, alla ricerca dei luoghi accademici poco formali. Ecco perché, dopo avere insegnato all’università di Pisa, lo scrittore modenese Walter Siti nel 1987 scelse una facoltà più piccola ma meno tradizionalmente accademica: quella dell’Aquila. La notizia della vittoria del professore al Premio Strega 2013 con “Resistere non serve a niente” (Rizzoli), è arrivata come una sorpresa, anche se il suo nome compariva da tempo nella cinquina dei possibili “papabili”. Stupore anche nelle librerie, come l’aquilana Colacchi, dove Siti di recente ha presentato il volume “Autopsia di un’ossessione”, in cui racconta il desiderio sessuale interrogandosi sul suo significato negli anni del sesso esibito di Youporn, in cui coincide con la ricerca dell’apparenza che genera l'ossessione. Parte, ora, anche all’Aquila la rincorsa a riempire gli scaffali con i suoi romanzi: dalla trilogia per Einaudi “Un dolore normale”, “La magnifica merce” e “Troppi Paradisi”, a “Il contagio”, racconto sulle borgate romane della cocaina e del sesso, fino, ancora, all’ “Opera Omnia su Pasolini” (edizioni Meridiani della Mondadori) e al libro “Il realismo è impossibile”.
Modenese, classe ’47, Siti ha insegnato Letteratura italiana all’Aquila fino 2007, per 20 anni ha percorso strade e abitato luoghi poi stravolti dal sisma. Nell’ateneo aquilano Siti ha trovato nuovi amici tra i docenti, ma ha anche ritrovato vecchi alunni come il professore Massimo Fusillo, docente di Letterature comparate e Teoria della letteratura, con cui il vincitore dello Strega. «Dopo esserci conosciuti a Pisa», racconta Fusillo, «ci siamo ritrovati a Roma anni dopo». Nasce un’amicizia importante. Anche tra i suoi studenti Walter Siti «ha sempre combattuto lo stereotipo sia come professore che come scrittore», racconta Fusillo. Un atteggiamento che emerge anche nel modo di lavorare, «maieutico e provocatorio. Walter Siti tenta sempre, attraverso le domande», spiega Fusillo, «di capire il vero significato di ciò che si sta facendo”. Un metodo che ha cercato d’insegnare agli studenti anche nei suoi corsi di scrittura creativa. Carattere difficile, narcisista dichiarato, omosessuale senza schiamazzi. Poco prima dello spoglio Siti aveva detto: «Mi sono dato perdente già da ieri per restare tranquillo. Non dedico il premio a nessuno».
Marianna Gianforte
©RIPRODUZIONE RISERVATA

