Vincoli sulle tribune L’assessore: ma noi non ci fermeremo

6 Novembre 2015

PESCARA. Scontro tra Comune e Sovrintendenza sul maxi progetto da 40 milioni di euro per trasformare lo stadio Adriatico Giovanni Cornacchia in una struttura avveniristica su modello dello Juventus...

PESCARA. Scontro tra Comune e Sovrintendenza sul maxi progetto da 40 milioni di euro per trasformare lo stadio Adriatico Giovanni Cornacchia in una struttura avveniristica su modello dello Juventus stadium. Ad accendere la polemica è la soluzione ad archi per il sostegno delle tribune che fu adottata nel 1955 dall’architetto e urbanista romano Luigi Piccinato, padre del primo piano regolatore del Dopoguerra.

Se i dirigenti del ministero per i Beni culturali hanno fatto sapere all’amministrazione di voler sottoporre a vincolo la porzione di stadio che porta la firma di uno dei maggiori esponenti dell’architettura nazionale del Novecento, l’assessore allo Sport Giuliano Diodati incassa il sostegno della Pescara calcio e si dice determinato ad andare avanti e ad affrontare la questione nel corso di un consiglio comunale straordinario, in modo da condividere con la città «un progetto che avrà forti ricadute sociali e darà una grossa spinta all’economia locale».

La ristrutturazione del complesso sportivo pescarese rientra in un piano ambizioso che prevede la realizzazione di una struttura moderna, sul modello dello stadio realizzato a Torino o del campo da gioco dell’Udinese. Nelle idee degli amministratori pescaresi il complesso, aperto 7 giorni su 7 e non soltanto durante le partite in casa dei biancazzurri, dovrà essere completato con un albergo, un ristorante e un centro commerciale. La spesa complessiva si aggira intorno ai 36-37 milioni, attinti da fondi privati, a cui si aggiungono altri 3-4 milioni per il nuovo impianto di atletica leggera che vedrà la luce in un’area del piano particolareggiato 7, nei pressi del carcere di San Donato. A spingere per l’avvio dei lavori, in cambio di una concessione dell’impianto in comodato d’uso per 50 anni, è il Pescara calcio guidato dal presidente Daniele Sebastiani che vanta un diritto di prelazione.

«Oggi l’Adriatico», sottolinea l’assessore allo Sport Giuliano Diodati, «ci costa 1 milione di euro all’anno tra manutenzione, sicurezza e altre spese accessorie, a fronte di un incasso di appena 200mila euro. Il nuovo progetto ci consentirà di liberarci di un peso non indifferente e di abbassare le tariffe». Lunedì, in Comune, il Pescara calcio è chiamato a presentare il progetto preliminare durante un vertice con gli amministratori pubblici.

«La soluzione architettonica di Piccinato», rimarca l’assessore Diodati, «ha un valore artistico e ambientale importante e per questo sarà conservata e valorizzata. Oggi i rapporti con la Sovrintendenza non sono tranquilli: già due anni fa, quando governava il centrodestra è stato aperto un procedimento per mettere sotto tutela alcune parti dello stadio Adriatico. Sicuramente, terremo conto delle prescrizioni, lo abbiamo fatto presente a chi sta redigendo il preliminare, ma non si può bloccare un’opera di grande necessità. Se la Sovrintendenza avrà qualcosa da dire, lo dovrà fare pubblicamente davanti alla città».

Il riferimento è al consiglio comunale straordinario, aperto a cittadini e soggetti privati portatori di interesse, che Diodati intende convocare «entro dicembre, prima della conferenza dei servizi. «Il nuovo stadio sarà un’opera importante che non potrà essere calata dall’alto, ma dovrà essere condivisa con la città. Con un progetto così grande ripartirà l’economia di Pescara, ci saranno importanti ricadute sociali in quanto andremo finalmente ad abbassare le tariffe degli impianti sportivi».

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