Vini buoni d’Italia, 24 “Corone” agli abruzzesi

Concluse le selezioni per la guida degli autoctoni del Touring Editore. Parlano i due selezionatori delle etichette regionali
PESCARA. E' ufficiale l'elenco dei migliori vini autoctoni del 2016. Sono stati infatti comunicati i premi assegnati alle cantine abruzzesi da Vinibuoni d'Italia del Touring Editore, la prima guida ad essersi specializzata nella valorizzazione dei vitigni autoctoni. Positivo il bilancio per la regione Abruzzo che nelle finali di Buttrio (Udine) ha portato 24 vini in rappresentanza della migliore produzione regionale. Le selezioni regionali sono state curate da Andrea De Palma e Franco Santini. L'evento si è svolto a Villa di Toppo Florio di Buttrio, dove per tre giorni si sono riuniti tutti i coordinatori delle varie regioni d'Italia. Qui, con la consueta formula del voto palese a maggioranza, la commissione extraregionale ha valutato la selezione abruzzese, assegnando l'ambito riconoscimento delle Corone. «Ogni anno ci battiamo per far avere più spazio in guida ai vini d'Abruzzo», spiegano De Palma e Santini, «e non è mai facile provare a rendere un quadro completo della crescita qualitativa del movimento vino di una regione complessa e varia come questa. Anche quest'anno abbiamo assaggiato più di cinquecento vini e con i rigidissimi criteri di selezione a cui ci dobbiamo attenere ne abbiamo potuti portati alle finali nazionali solo 24. Alle volte dobbiamo fare tagli dolorosi, con tanti altri vini che meriterebbero la ribalta, ma dobbiamo sempre fare i conti con gli spazi a disposizione». Alle finali, in cui i vini abruzzesi selezionati sono stati sottoposti al giudizio di commissioni composte dai coordinatori di altre regioni e a quello del pubblico di appassionati. «Come sempre», dicono De Palma e Santini, «alcuni vini hanno fatto fatica ad essere interpretati da palati anche allenati ma non abituati a certe “impuntature” e spigolosità che invece sono tipiche e distintive dei prodotti di questa terra. Da qui la distinzione tra Corona e Golden Star, con la prima a evidenziare i vini più “ecumenici”, per così dire, che hanno avuto anche il riconoscimento delle commissioni extra-regionali. Ma il consiglio per gli appassionati è di provarli tutti».

