Vino, i tempi per gli aiuti saranno lunghi

Nessuna misura immediata, ma il Consiglio regionale vota due documenti per fare pressione sul Governo e le banche
L’AQUILA. I 380 milioni di danni al settore vitivinicolo d’Abruzzo sono una somma insostenibile per la Regione. I tempi dei risarcimenti diventano molto lunghi. Ma il Consiglio regionale straordinario di ieri, chiesto dall’opposizione e con un solo punto all'ordine del giorno: attuazione di misure urgenti e dirette da parte della Regione Abruzzo a sostegno del settore agricolo abruzzese, ha raggiunto un risultato condiviso dalla politica. Al termine della discussione generale, in cui sono intervenuti Dino Pepe, Silvio Paolucci, Sandro Mariani e Giorgio Fedele per le minoranze; Mauro Febbo, Vincenzo D’Incecco, Massimo Verrecchia e il vicepresidente della giunta con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, per il centrodestra, sono stati votati due documenti presentati dal centrosinistra e M5S il primo, dalla maggioranza il secondo, approvati entrambi all’unanimità.
Le associazioni del settore pesantemente colpito dal maltempo e dalla peronospora, hanno assistito al voto dopo aver partecipato, intervenendo, a un incontro che ha preceduto il consiglio. Da parte loro nessuna nota a commento: un segnale di delusione e preoccupazione.
CENTROSINISTRA E M5S.
Il documento presentato dai Consiglieri d’opposizione, impegna il presidente della Giunta, Marco Marsilio, ieri assente per impegni politici in Spagna, «a mettere in campo aiuti economici che abbiano finalità di sostenere le aziende e l’intera economia agricola abruzzese; ad attivarsi verso l’Associazione bancaria italiana per porre in essere ogni azione utile al fine di accedere al beneficio della sospensione dei mutui in essere; a interessare la Fira mediante un adeguato trasferimento di risorse finalizzate all’attivazione di strumenti finanziari specifici di supporto al settore agricolo; ad attivarsi presso il governo nazionale affinché venga emanata una specifica norma per consentire anche alle aziende sprovviste di copertura assicurativa di accedere ai ristori». E tra le altre richieste: l’esonero contributivo e previdenziale per lavoratori e aziende e l’istituzione di un tavolo permanente di confronto con tutti i soggetti interessati.
CENTRODESTRA.
Anche il documento della maggioranza impegna il presidente Marsilio ma in questo caso «a proseguire nel raccordo con il ministero dell’Agricoltura per attivare tutte le misure idonee a supportare il settore agricolo e vitivinicolo abruzzese, anche nell’ottica di reperire risorse aggiuntive e straordinaria rispetto a quelle stanziate a livello nazionale e regionale, quale possibile utilizzo di fondi europei; a richiedere per la regione Abruzzo una quota in deroga nel riparto del Fondo di solidarietà nazionale e nel riparto del Fondo emergenze per l’Agricoltura che verrà costituito nella prossima legge di stabilità nazionale», e ancora «a proseguire nel raccordo con l’Abi (già avviata da Imprudente, ndr) per sensibilizzare l’intero sistema bancario sul fenomeno peronospora». Seguono altre richieste di impegni, nessuna delle quali però ha una soluzione dietro l’angolo. Che fare?
LA PROPOSTA CONCRETA.
Un segnale certamente più concreto può essere dato entro la fine dell’anno da parte della Regione attraverso la manovra d’aula, che si approva con il Bilancio di previsione e che, su accordo tra i consiglieri di maggioranza e opposizione, potrebbe essere totalmente dedicata al settore vitivinicolo. La proposta arriva “fuorisacco” dal capogruppo del Pd, Paolucci, che ricorda l’importo della stessa manovra di un anno fa: 21 milioni di euro. Buttali via. Ma torniamo in aula e ai commenti al 90esimo minuto di una partita che è finita zero a zero.
IL PRESIDENTE SOSPIRI.
«Il Consiglio regionale ha confermato attenzione e impegno a difendere uno dei fiori all’occhiello del nostro tessuto economico e già nel mese di agosto era stata approvata una variazione di Bilancio che stanziava 2 milioni e 500 mila euro per il 2023 e la stessa cifra per il 2024. Una risposta non risolutiva ma significativa ed è certo che continueremo a lavorare con tutti gli strumenti a nostra disposizione per salvaguardare aziende e lavoratori», così dichiara il presidente Lorenzo Sospiri.
IL CAPOGRUPPO FEBBO.
«Si tratta di un atto di grande responsabilità dovuto al nostro settore primario che sta vivendo una delle fasi più critiche dal dopoguerra a oggi. Difficoltà che coinvolgono un numero tale di aziende e micro aziende i cui effetti economici si faranno sentire anche dal punto di vista sociale. Era quindi giusto e doveroso che il Consiglio regionale non si spaccasse su temi così importanti e approvasse entrambe le proposte. La Regione dal canto suo non può intervenire con risorse così importanti (380 milioni di euro) ma ha il dovere di sollecitare Governo nazionale ed Europa affinché si mettano in campo interventi concreti ed efficaci così come hanno richiesto responsabilmente anche le organizzazioni agricole», è quanto afferma il capogruppo di Forza Italia, Mauro Febbo.
LA CONSIGLIERA MARCOZZI.
«Sentire oggi in Consiglio regionale richiedere "interventi strutturali per contrastare i danni derivanti dai cambiamenti climatici" da parte degli stessi colleghi che hanno boicottato l'istituzione della VI Commissione permanente, da me proposta, sul ciclo idrico integrato e la resilienza ai cambiamenti climatici, farebbe ridere se non fosse drammatico», esclama la consigliera di Forza Italia Sara Marcozzi che attacca le opposizioni, senza però sfiorare la Lega che pure disse no alla commissione speciale che oggi lei rilancia.
«Forza Italia ha sposato la causa dal primo momento», dice, «impegnandosi fattivamente per mettere ordine al sistema idrico e per affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici con una visione a lungo termine. È il momento che tutti prendano coscienza della situazione, non solo a parole ma con i fatti, approvando l'istituzione della commissione permanente così da dotare il Consiglio regionale di uno strumento fondamentale per fare programmazione nel modo più ordinato possibile», conclude Marcozzi. (l.c.)
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