Violata la posta certificata del Comune angolano

Ad accorgersi della violazione della casella Pec il responsabile informatico Il sindaco Perazzetti: «Nessun dato presente nel nostro server è stato rubato»
CITTÀ SANT’ANGELO. «Si comunica che la casella di posta certificata Pec del Comune di Città Sant’Angelo è stata interessata da un fenomeno di “Data Breach”. Rassicuriamo gli utenti che nessun dato presente nei nostri server è stato violato e che l’amministrazione comunale ha già rimediato ponendo in essere tutte le misure idonee di mitigazione del danno. Per qualsiasi ulteriore informazione, è possibile contattare il responsabile protezione dati dell’ente».
Un tentativo di accesso non autorizzato ai dati in possesso dell’amministrazione comunale angolana è stato tentato lunedì 17 giugno, poco più di una settimana fa.
Ad accorgersi di alcune risposte sospette nella casella della posta certificata è stato il Data Protector Office (abbreviato Dpo) del sito istituzionale dottor Andrea Lupi, che dopo aver messo in sicurezza la casella Pec dell’amministrazione ha neutralizzato l’azione dello spammer.
«Il dottor Lupi ci ha assicurato che non ci sono state violazioni nella nostra casella di posta certficata», ha assicurato ieri il sindaco Matteo Perazzetti. «Non sono stati rubati profili né documenti, tanto meno sono state distrutte corrispondenze con l’ente. Chi si è divertito a violare la nostra Pec, evidentemente non aveva altri scopi se non quelli di disturbo e spam, cioè l’invio di posta non desiderata».
In ogni caso, chiunque volesse accertare se la sua corrispondenza Pec è stata regolarmente ricevuta dall’amministrazione comunale e non vi siano state violazioni, può rivolgersi al responsabile informatico dell’ente telefonando al numero 085.9696.266, oppure inviando un’email a info@comune.cittasantangelo.pe.it o alla posta Pec responsabileprotezionedati@legalmail.it. In ogni caso, il Comune di Città Sant’Angelo ha provveduto a informare dell’accaduto sia i carabinieri sia la polizia postale, anche per l’attivazione di eventuali indagini. «Si tratta sicuramente di una ragazzata, che comunque può essere fatta solo da chi è esperto con i mezzi informatici», conclude il sindaco Perazzetti.
Ragazzata o no, il Data Breach può compromettere la riservatezza, l’integrità e anche la disponibilità di dati personali. Tra le violazioni più pericolose c’è la deliberata alterazione dei dati presenti nella corrispondenza. Un hacker capace di stravolgere un’offerta economica all’interno di una Pec, ad esempio, favorisce l’offerta di un altro concorrente. (l.d.f.)

