Violentò la figlia: condannato a 10 anni

20 Ottobre 2016

La vittima aveva 8 anni quando il padre orco cominciò ad abusare di lei. Dopo la denuncia della ragazza, l’uomo fu arrestato

PESCARA. Per dieci anni ha violentato la figlia, picchiandola e abusando di lei da quando aveva solo otto anni. Ieri pomeriggio, il padre orco è stato condannato dal tribunale collegiale di Pescara, presieduto dal giudice Maria Michela Di Fine, a dieci anni e quattro mesi di reclusione per violenza sessuale. L'uomo, un manovale di 46 anni, è stato ritenuto colpevole pure di maltrattamenti in famiglia: minacce di morte e offese rivolte anche alla moglie e alla figlia più piccola. Il pubblico ministero Andrea Papalia aveva chiesto per l'uomo una condanna a 16 anni, mentre la difesa, rappresentata dall'avvocato Pizzuti , l'assoluzione perché il fatto non sussiste. La parte civile invece era rappresentata dall'avvocato Carla Tiboni. Una vicenda dolorosa che è accaduta nel Pescarese ed è venuta alla luce un anno fa. E' l'ennesima storia di violenze maturate dentro le mura domestiche ai danni di una piccola vittima, privata nel peggiore dei modi della sua infanzia, dei suoi sogni e costretta a subire un evento traumatico. Stando all'accusa, l'uomo avrebbe iniziato ad abusare della figlia, oggi 19enne, nel 2005: con la scusa di accompagnarla dai nonni avrebbe costretto la bimba a subire rapporti sessuali, non fermandosi neanche quando la piccola aveva iniziato a soffrire di crisi di panico. Sei gli episodi di violenza sessuale contestati al 46enne, avvenuti tra il 2005 e il 2015, che moglie e figlia, sono riuscite a ricostruire dopo anni di minacce e di terrore. Una vicenda raccapricciante che si è interrotta solo la sera del 26 maggio dello scorso anno quando la ragazzina e la madre, esasperate dall'ennesimo episodio di maltrattamenti, hanno deciso di denunciare tutto ai carabinieri e di mettere la parola fine a un incubo terribile. Quella sera il 46enne tornò a casa ubriaco e, dopo aver messo alla porta la moglie e la figlia, non le fece più rientrare a casa, minacciandole di morte. All'arrivo dei carabinieri, fu la madre a fare "la sconvolgente rivelazione" e a spiegare ai militari che il loro arrivo non era solo legato alle minacce di quella sera, ma a dieci anni di dramma. «La donna aveva dichiarato che la figlia le aveva riferito di essere stata in numerosissime occasioni e per un rilevante lasso di tempo», si legge nell'ordinanza di custodia cautelare del gip Gianluca Sarandrea, «vittima di abusi sessuali da parte del padre». Il giorno dopo, anche la ragazza si presentò ai carabinieri per raccontare il dramma vissuto per dieci anni. L'uomo finì prima in carcere e poi, dopo 12 mesi, agli arresti domiciliari in un'abitazione da lui presa in affitto lontano, per ovvie ragioni, dalla casa dove vivono la moglie e le due figlie. Il manovale ora, però, dovrà tornerà in carcere: i giudici hanno, infatti, revocato l'attuale misura di custodia e per il 46enne, dunque, torneranno a spalancarsi le porte del carcere pescarese.

Il padre orco dovrà anche risarcire 70mila euro alla figlia e 10mila euro alla moglie. Per il manovale è scattata, inoltre, l'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Le due donne invece dovranno fare i conti con le ferite dell'anima, quelle che lasciano un segno indelebile.