Violenza in centro: barista preso a pugni, rissa in strada

Giovane ferisce il titolare di un locale su corso Vittorio, lite furiosa in via Battisti
PESCARA. Un’altra giornata di violenza in centro: un barista preso a cazzotti all’alba e, in serata, una rissa che ha coinvolto due italiani e uno straniero. Erano le 21,45: i tre hanno cominciato a picchiarsi per futili motivi vicino al negozio di abbigliamento Italiani. A quell’ora, molta gente era ancora a passeggio. Qualcuno ha dato l’allarme e la polizia è intervenuta pochi secondi dopo: la lite è stata sedata, ma uno dei protagonisti ha dato in escandescenze ed è stato portato in questura.
Sembrava impazzito, invece, l’uomo che ieri mattina si è presentato al “Bar Lucio” di corso Vittorio Emanuele e ha aggredito il proprietario, Pantaleone Palladinetti, da tutti conosciuto come Lucio, 85 anni, una specie di istituzione in centro, ma non solo lì. Lo sconosciuto si è presentato attorno alle 6.30 di ieri come una furia, ha cominciato a buttare tutto per aria, e il barista ha accennato una richiesta di spiegazioni.
L’uomo non l’ha presa bene, ha reagito con una violenza sempre maggiore e ha colpito il commerciante all’orecchio per poi uscire dal negozio ma di lì a poco è stato bloccato dalla polizia, portato via e identificato.
Un episodio con conseguenze minime dal punto di vista delle lesioni, per fortuna: il barista ha riportato solo delle ferite, all’orecchio e al cuoio capelluto, e ha lasciato presto il pronto soccorso, dove lo ha accompagnato il personale del 118. E dopo aver presentato denuncia nei confronti del francese di trent’anni che lo ha ferito, Palladinetti è tornato al bar, dove il telefono squillava in continuazione perché si era già diffusa la notizia del suo ferimento e in tanti si sono informati, gli hanno voluto esprimere solidarietà.
Anche se nella zona della vecchia stazione ferroviaria sono di casa balordi, sbandati e spacciatori, l’uomo che ha dato in escandescenze ieri mattina nel bar «non sembra un volto conosciuto», racconta il figlio di Palladinetti, Enzo. «E’ arrivata un’auto scura, è sceso un uomo ed è entrato al bar. Ha cominciato a buttare le bustine di zucchero e i tovagliolini. In mano aveva un gancio, uno di quelli che si trovano sulla parte posteriore delle auto. E quando mio padre gli ha chiesto ragione del suo comportamento lui gli è scagliato contro con quel gancio. Mio padre lo ha schivato ed è stato colpito all’orecchio». Le urla di Lucio hanno richiamato l’attenzione dell’altro figlio, che era in pasticceria ed è sceso subito in strada mentre l’aggressore saliva in auto.
«Mio fratello ha preso il numero di targa del veicolo e il conducente se n’è accorto», per cui è sceso con fare minaccioso e con un bicchiere in mano «e ha provato a ferire mio fratello, ma un uomo che si trovava lì e ha assistito alla scena lo ha bloccato in tempo. In quegli istanti è arrivata la polizia e ha fermato l’aggressore, portandolo via», conclude Enzo.
Nessuno è riuscito a darsi una spiegazione di quel parapiglia improvviso, perché è accaduto «un fatto senza logica», quell’uomo sembrava «fuori di testa» e episodi di questo genere «non si possono prevenire, anzi dobbiamo ringraziare la polizia che è arriva subito», dice Enzo in risposta alle polemiche che si sono sollevate subito, sui social, contro il pullulare di presenze poco raccomandabili.
Sembra tutto assurdo, soprattutto perché il francese dalla carnagione scura “se l’è presa con una persona anziana” e ieri mattina in tanti hanno contattato il bar per chiedere informazioni su Lucio.
Lui, “stupito” dal trambusto che ha vissuto nel bar e dalla botta ricevuta, si è “tranquillizzato” presto, dopo essere stato medicato al pronto soccorso con 5 punti di sutura (la prognosi è di sette giorni). «Le persone anziane si riprendono prima di noi», conclude Enzo, e nel giro di poche ore il padre «era di nuovo al bar, a dare una mano».
Gli uomini della squadra volante, diretti da Paolo Robustelli, hanno raccolto la denuncia del barista per lesioni.
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