Virus, era solo una tregua: i ricoveri salgono di nuovo

Sei pazienti in più in area medica e uno in rianimazione. Ma anche 5 vittime Sono 3.619 i contagiati in 24 ore, più colpite Pescara, Montesilvano e Teramo
PESCARA. Torna a crescere il numero dei ricoverati – dopo il calo di venerdì – e l’Abruzzo si riporta sui parametri da zona arancione, in cui entrerà in ogni caso a partire da domani (nella pagina accanto le nuove restrizioni che entreranno in vigore con il cambio di colore).
Sono infatti sei i nuovi pazienti in area medica, che portano il totale degli assistiti al momento nei reparti Covid abruzzesi a 402. Il tasso di occupazione dei posti letto in area medica torna di nuovo al 30% e supera la soglia limite fissata a 397 pazienti. C’è invece un altro paziente in terapia intensiva, che porta il totale a 36, cioè esattamente sulla soglia limite da zona arancione.
Cresce invece di cinque unità il numero delle vittime del Covid, che raggiunge quota 2.743. Si tratta di un 74enne di Archi e di una 75enne di Introdacqua, oltre a tre decessi avvenuti nei giorni scorsi ma che non erano stati ancora conteggiati dalla Regione.
Questo, nel giorno in cui l’Abruzzo registra altri 3.619 positivi: un dato leggermente inferiore ai 3.804 contagi del sabato precedente, dato che fa scendere l’incidenza settimanale dei casi ogni centomila abitanti a 1.963, comunque ben oltre la soglia limite da arancione fissata a 150. I nuovi positivi sono stati scovati con 8.467 tamponi molecolari e 21.178 test antigenici. Il tasso di positività dei tamponi risale quindi al 12,20%. Il numero degli attualmente positivi raggiunge quota 88.391.
LA MAPPA DEL CONTAGIO
Il record di giornata tra le province è quello del Teramano, con 982 nuovi positivi, poi il Chietino con 934, il Pescarese con 884 e infine l’Aquilano con 673. Altri 42 casi sono di persone di fuori regione mentre per 100 nuovi positivi si sta ancora accertando la provenienza.
Tra le città è ancora Pescara quella con più nuovi casi – ben 302 – seguita da Montesilvano con 214 contagiati in 24 ore. Poi viene Teramo con 185, seguita dall’Aquila con 147, Avezzano con 128, Chieti con 126 e Lanciano con 123. Numeri alti ma comunque sotto i cento contagiati per Vasto (98 nuovi casi), Roseto degli Abruzzi ( 93), Giulianova (77), Città Sant’Angelo e Martinsicuro (68), San Salvo (59), San Giovanni Teatino (57), Sulmona (54), Spoltore (53), Alba Adriatica (51), Silvi (50), Francavilla al Mare (46) e Ortona (42)
LA CORSA AL VACCINO
La paura della diffusione della contagiosissima variante Omicron e le nuove restrizioni volute dal Governo stanno spingendo gli abruzzesi in una vera e propria corsa al vaccino. In totale, in regione i vaccinati sono diventati 1.0251.143 pari all’81% della popolazione con più di 5 anni. Di questi, in 642.537 hanno già ricevuto la terza dose “booster”.
Osservati speciali sono gli ultracinquantenni, per cui è già in vigore l’obbligo vaccinale e per cui dal primo febbraio scatteranno le multe, mentre dal 15 del prossimo mese arriverà anche l’obbligo del super Green pass al lavoro. Gli over 50 vaccinati in Abruzzo sono 558.047, di cui 427.373 già con la terza dose. Ne mancano all’appello 67.476, al lordo di esenti e domiciliati fuori regione. Ma ce ne sono 9.315 che hanno deciso di ricevere di recente la prima dose e stanno ancora attendendo la seconda per completare il primo ciclo vaccinale.
In crescita anche il numero dei bimbi vaccinati: sono 4.112, pari solo al 5,38% della popolazione tra i 5 e gli 11 anni di età. Mentre 14.676 di loro ha ricevuto la prima dose e attende la seconda.
I RISCHI DEI NO VAX
L’Istituto superiore di sanità ha fornito i dati aggiornati sul rischio di contagiarsi e di avere gravi complicanze, basato sui numeri reali registrati nei giorni scorsi. Risulta che i non vaccinati abbiano più del doppio di possibilità di contagiarsi rispetto a chi è vaccinato con tre dosi. Differenza più marcata sulle ospedalizzazioni. Ogni centomila non vaccinati, infatti, finiscono ricoverati in 248, in terapia intensiva in 31 e muoiono in 53. Per i vaccinati con tre dosi, invece, l’incidenza è 21 per il ricovero, 0,8 per il ricovero in terapia intensiva e di 1,6 per la morte. (l.t.)

