Virus, uffici pubblici semivuoti Asl: prenotate le visite al telefono

7 Marzo 2020

Effetto corona: pochissime persone davanti agli sportelli del Cup, delle Poste e del terminal dei bus Potenziati i call center delle prenotazioni all’ospedale: «Ma rimandate i controlli, se non sono urgenti» 

PESCARA. Sportelli pubblici semivuoti. L’appello a stare a casa il più possibile, lanciato delle autorità sanitarie e governative, è stato preso alla lettera dai cittadini che ormai non fanno più la fila neppure per una visita medica. La stessa Asl di Pescara annuncia di aver potenziato le postazioni del call center e invita l’utenza a prenotare per telefono, ma anche disdire, spostare una prestazione ambulatoriale, onde evitare assembramenti negli uffici dedicati.
MAI SENZA MASCHERINA Il coronavirus fa paura. Meglio evitare di stare in mezzo alla folla, non si sa mai. E per ulteriore precauzione, le signore, oltre al rossetto, mettono in borsa anche la mascherina per viaggiare. I signori non dimenticano in valigia, o in tasca, la boccetta del gel disinfettante a base di medicamenti di ultima generazione.
E GEL DISINFETTANTI Flaconi di detergenti sono spuntati anche sulle mensole degli sportelli del Cup, all’interno del presidio ospedaliero di via Fonte Romana, e gli utenti ne fanno largo uso. Ne approfitta Debora Quaglietta, pescarese, abituata a igienizzare i locali per via del suo lavoro in una impresa di pulizie: «Ormai siamo in piena psicosi, neppure all’ospedale di Modena dove sono stata di recente ho notato tanti dispositivi di sicurezza. Anche al San Salvatore dell’Aquila sono molto accurati, gli utenti vengono dirottati in sale d’aspetto diversificate», rivela la signora Debora mentre si deterge le mani dopo aver attinto al dispenser, «io sono venuta di persona al Cup perché non intendo rinunciare alle cure, ma oggi (ieri) qui c’è pochissima gente e rispettare le distanze di un metro è facile», ironizza.
IN FILA PER UNO Sulle pareti del Cup, infatti, sono affissi cartelli che invitano gli utenti a «contingentare gli accessi» a propria discrezione, spiegano dalla Asl, e «si prega di accedere ai locali rispettando la distanza di almeno un metro tra i visitatori». Alle 12,51 di ieri, in un orario normalmente sovraffollato, c’erano in tutto sette pazienti in attesa. La Asl si affida al «senso di responsabilità» dei visitatori ed esorta a «rimandare le prenotazioni delle visite se non sono strettamente urgenti». La responsabile del Cup, Maria Assunta Ceccagnoli, informa che «sono state potenziate le postazioni del call center telefonico per far fronte all’aumento delle richieste di prenotazioni, disdette e spostamenti». Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18 e il sabato dalle 8 alle 13. I numeri da contattare sono: 800 827 827 da rete fissa (chiamata gratuita per gli utenti) e 0872 226 da rete mobile (costo secondo i piani tariffari del gestore).
POCHI BIGLIETTI Semideserta anche la biglietteria (ultimamente dotata di apparecchi di sanificazione) del terminal bus della stazione. Secondo testimonianze, l’afflusso dei viaggiatori si è dimezzato del 50%. Resistono i pendolari delle linee bus verso la capitale o in direzione L’Aquila.
Molto gettonate anche Napoli e la Germania. Le scuole chiuse, e quindi migliaia di biglietti non staccati negli ultimi giorni dopo le disposizioni ministeriali, hanno dato il colpo di grazia alle agenzie di trasporti. Così come all’indotto circostante, bar e bancarelle.
LE NUOVE MANIE E c’è chi non dimentica la mascherina prima di mettersi in viaggio. Sul bus della Sangritana diretto a Roma (ieri alla guida c’era l’autista Antonio Di Vincenzo) Anna Stella Albano, pescarese, prende posto sul mezzo, tira fuori la mascherina dalla borsetta e la posizione sulla bocca: «Sono in viaggio, non si mai chi incontro». Nel sedile accanto c’è Giuseppe Basiricò, tecnico della prevenzione ambientale, pendolare, che in valigia ha messo il gel disinfettante «a base di sali quaternari di ammonio» precisa, orgoglioso della scelta di qualità del prodotto. Sul bus anche Mattia Mazzella, 20 anni di Silvi: «Il mio è un viaggio importantissimo: vado a Roma a incontrare il mio amore». Si entra alla spicciolata alle Poste centrali di corso Vittorio, diretto da Anna Maria Di Cenzo. Mario Granito, prof di Scienze allo scientifico Galilei, ha appena concluso la fila agli sportelli e sta per mettersi in sella alla bici parcheggiata davanti la sede postale aperta dalle 8,20 alle 19,05, orario continuato: «Questo ufficio è tranquillo, non ho dovuto fare file, c’è posto per tutti e ci vuole molto buon senso per gestire questa situazione di emergenza che sta diffondendo panico e paura ovunque». Da Poste italiane confermano una «percepibile flessione delle presenze» anche a Pescara ma «attraverso i cartelli affissi informiamo la clientela sulla necessità di evitare il sovraffollamento, sulla scia delle indicazioni ministeriali, e consigliamo di recarsi agli sportelli negli orari meno affollati», solitamente tra le 14 e le 15. Dall’Urp del Comune esce infuriato un utente: «Sono tutti impazziti, anche negli uffici pubblici regna il sospetto: stanno tutti a distanza di sicurezza».