Visco: «La cooperazione e un mondo aperto necessari alla crescita»

1 Ottobre 2023

Il governatore della Banca d’Italia parla anche dell’imprenditoria: «Non si è creata una classe di industriali come quella del boom»

LANCIANO. «In Italia non siamo riusciti a creare una classe imprenditoriale come quella che invece ha consentito il miracolo economico del dopoguerra». Lo ha affermato il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco alla manifestazione “Mani visibili" in corso a Lanciano al Teatro Fenaroli. Il governatore ha ricordato come dopo la flessibilità introdotta negli anni '90 con misure «importanti», le imprese «avrebbero dovuto fare investimenti che però non hanno fatto e la flessibilità è stata utilizzata per ridurre il salario». «In questo modo hanno fronteggiato la concorrenza internazionale» ma «sono mancati gli investimenti provocando il calo della produttività».
“Mani visibili”, le giornate di economia Marcello De Cecco, alla sesta edizione, sono promosse dall’associazione Amdec per discutere, quest’anno, di occupazione, demografia e intelligenza artificiale e di come il mercato di lavoro stia cambiando alle prese con le nuove tendenze demografiche, migrazioni e tecnologia e ricordare l’economista lancianese scomparso nel 2016. «Un mondo aperto, basato sul multilateralismo e la cooperazione internazionale è essenziale» per lo sviluppo economico e «può offrire i mezzi per una crescita più equilibrata», ha continuato Visco aggiungendo come, le sfide come il cambiamento climatico «devono essere superate con un impegno di tutti gli attori», accordi e intese condivise. «Solo un forte consenso e coordinamento mondiale possono dare risultati significativi» ha aggiunto ricordando come «nel corso del G20 siamo riusciti a stabilire un gruppo permanente di proposte copresieduto da Stati Uniti e Cina. È un gruppo che procede e funziona ma ci sono difficoltà quando si esce da componente tecnica e si va a quella politica».
Quello di Lanciano è uno degli ultimi interventi pubblici di Visco da governatore della Banca d'Italia considerato che, dal 1° novembre a succedergli sarà Fabio Panetta, già direttore generale della Banca d’Italia e presidente dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni.
«L'invecchiamento della popolazione», ha evidenziato Visco, «ci impone di essere aperti all'immigrazione ma è un processo complesso che va governato e gestito con attenzione e lungimiranza e non con slogan» ricordando come in «Giappone l'immigrazione era un tabù e ora, da qualche anno, hanno un piano» dettagliato. Le politiche dell'immigrazione devono esser «parte del sentire comune di tutti». Il governatore ha sottolineato come sia in atto un forte aumento di barriere tariffarie e protezionistiche e una tendenza a ridefinire i flussi di approvvigionamento e le catene di produzione verso gruppi di «paesi politicamente affini». Un processo che però, ha ammonito, potrebbe far venire meno quella «fitta serie di rapporti» che ha permesso anche «prezzi più bassi per i consumatori». «La differenziazione fra amici e nemici non è auspicabile», ha aggiunto, e una «visione del mondo in blocchi mette a repentaglio la crescita globale» e «perderemmo anche quel patrimonio di fiducia reciproca che, per quanto fragile e incerto, costituisce un fondamento insostituibile per le sfide delle generazioni future: povertà e clima che richiedono sforzi comuni».
Ieri pomeriggio è intervenuto anche Pasquale Tridico, ex presidente dell'Inps ed economista che ha rilevato come negli ultimi 20 anni il nostro Paese ha visto «bassi salari, flessibilità del lavoro esasperata, bassi consumi e di conseguenza scarsa produttività». Per l'economista inoltre, per via del calo demografico, vediamo aumentare «la spesa di welfare e il divario Nord-Sud» rimarcando anche come le diseguaglianze stiano provocando «una redistribuzione perversa dove i poveri muoiono prima dei ricchi e quindi finanziano le loro pensioni». Si tratta di «squilibri che vanno corretti» per poi concludere: «L'Italia deve cambiare il modello dell'economia del bar, ovvero quell'immagine che raffigura due signori anziani che arriveranno alla pensione facendo il cameriere», un modello cioè formato da bassi consumi, bassi salari e bassa produttività.
Altri interventi sono stati quelli di Marco Bentivogli, sindacalista esperto politiche di innovazione industriale e del lavoro; Andrea Brandolini, vicecapo Dipartimento Economia e statistica di Banca d’Italia. Ieri c'è stata anche la consegna del premio Marcello de Cecco, riconoscimento per “un lavoro non ancora pubblicato riservato a studiosi di età inferiore a 30 anni che non supera le 10.000 parole, in lingua inglese o italiana”. I vincitori ex aequo sono stati Tancredi Buscemi e Marco Martinez. Oggi, Mani visibili, dalle 10.30, tratterà di fuga Mezzogiorno dove la perdita endemica di capitale umano prosegue per lavorare, visto che lascia il meridione il 33,3% dei laureati di primo livello e il 47,5% dei magistrali.
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