Visita fissata, ma ora il paziente rifiuta
La Asl ammette l’errore nel rinvio di 11 mesi di un esame, ma l’interessato dice no: lo fanno solo dopo la mia denuncia
PESCARA. «In data odierna (ieri per chi legge, ndr)è stato contattato il primario del reparto di Oculistica dell'ospedale di Pescara Michele Marullo il quale ha fatto presente che si è trattato di un mero errore da parte del Cup che ha dato al paziente un giorno errato. Infatti l’esame richiesto, l'Ubm si effettua solo di sabato per la presenza di personale specializzato. Il paziente è stato prontamente richiamato ed è stato fissato l’appuntamento per il prossimo sabato mattina (domani per chi legge, ndr)».
Dopo l'articolo apparso ieri sul Centro, nel quale un carrozziere teatino di quarantanove anni denunciava la mancata esecuzione di un esame oculistico dopo aver atteso oltre undici mesi dalla prenotazione fatta lo scorso novembre, la presidenza della giunta regionale ha chiesto chiarimenti alla Asl pescarese e risolto il caso.
La curiosità però, sta nel fatto che ora il paziente non abbia più fiducia nel reparto di Oculistica dell’ospedale Spirito Santo, che solo qualche giorno fa gli aveva detto di rivolgersi al centro oncologico del policlinico Gemelli di Roma per sottoporsi all'Ultrasound Bio-Microscopy con Ubm ovvero la biomicroscopia a ultrasuoni che è una tecnica ultrasonica ad alta risoluzione che consente di visualizzare completamente il segmento anteriore dell'occhio, con la possibilità di poter effettuare in modo preciso le misurazioni “Sulcus to Sulcus”, dell'angolo irido-corneale e della profondità della camera anteriore.
La motivazione risiedeva nel fatto che mancasse l'infermiera specializzata in quel tipo di esame e che il macchinario andasse attivato per tempo. In ogni caso la dottoressa di turno aveva preso il nominativo del paziente e lo aveva segnato in una lista d'attesa, da lei stessa giudicata molto lunga.
«Ci hanno chiamato due volte dall'ospedale», riferisce la moglie di Mario (nome di fantasia per motivi di riservatezza), «e ci hanno chiesto scusa per il disagio, ci hanno dato ragione per quanto accaduto e detto che possiamo andare quando vogliamo a fare questo esame. Ma io ho risposto che non andremo perché non mi fido più. Siamo stati due ore al Cup per la prenotazione, poi abbiamo atteso quasi un anno e una volta al reparto ci hanno detto che non potevano eseguire l'esame. Ora, solo dopo l'articolo apparso sul giornale, mi chiamano e tutto si risolve. Non è giusto così, non è affatto normale che che ci venga dato adesso l'appuntamento quando vogliamo solo perché la storia è finita sul giornale. Io spero solo che non ci siano complicazioni per il problema all'occhio, altrimenti ci faremo risentire dalla Asl di Pescara».
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