Visita la famiglia in carcere e all’uscita viene arrestata

27 Marzo 2016

Bloccata dalla polizia subito dopo lo scambio di auguri con marito, figli e fratello. Deve scontare 6 anni e 8 mesi

PESCARA. La riunione di famiglia per scambiare gli auguri di Pasqua è stata organizzata in carcere, perché lì sono detenuti diversi componenti del clan Di Rocco-Spinelli. Ma il piacere di aver ritrovato i suoi cari è durato poco per Maria Spinelli che, una volta fuori, ha trovato ad attenderla la polizia, con un ordine di carcerazione emesso nei suoi confronti della procura di Perugia. Le porte del carcere si sono aperte poco dopo anche per questa rom, che ha 55 anni e dovrà scontare una pena di 6 anni e 8 mesi di reclusione per spaccio di stupefacenti. Stessa pena, e stesso provvedimento, anche per il marito, Arcangelo Di Rocco, 58enne, detto Purò (il vecchio), che ha ricevuto il provvedimento in carcere.

A rendere noti i dettagli dell’arresto prefestivo è il personale della squadra mobile che ha raggiunto la rom direttamente a San Donato, avendo saputo dell’appuntamento di famiglia organizzato dalla Spinelli con alcuni dei suoi affetti più cari: il marito, i figli Fiorindo, Nicola, Umberto e Giulia, di 31, 38, 29 e 36 anni, e il fratello Guerino, di 49 anni. Per abbracciarsi tutti insieme hanno chiesto e ottenuto il trasferimento momentaneo dell’unica donna, Giulia, dal carcere di Chieti (dove c’è la sezione femminile) a quello di Pescara. La brutta sorpresa è arrivata dopo lo scambio degli auguri di Pasqua, quando Maria Spinelli stava per tornare a casa, in via Mosa, a Montesilvano (un alloggio sequestrato e poi confiscato). Fuori dal carcere è stata bloccata dagli uomini della Mobile che l’hanno condotta in questura e poi trasportata nella casa circondariale di Chieti, dove ora è detenuta con la figlia Giulia (altri due figli sono liberi). Inutili le lacrime versate di fronte alla polizia e l’incontro, ieri mattina, con il suo legale, Luca Pellegrini, al quale ha comunicato la speranza di uscire presto. La donna, che ha precedenti per furto, estorsione e spaccio, è stata condannata a seguito di un’indagine della Mobile che ha stroncato un traffico di droga in cui era coinvolta la famiglia Di Rocco: era il 6 maggio 2006, giorno della festa della polizia, quando furono bloccati due corrieri albanesi con 6 chili di eroina destinati a Maria Spinelli e al figlio Fiorindo, pronti a ricevere il pacco mentre erano con un bambino di 10 anni.

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