Vista, controlli gratis per prevenire i rischi della maculopatia

Il professor Mastropasqua: «Patologia sempre più diffusa» Sabato l’appuntamento in corso Umberto dalle 10.30 alle 19
PESCARA. «Oggi è possibile affrontare la maculopatia grazie alla prevenzione». Parole di Rodolfo Mastropasqua professore ordinario in Oftalmologia e direttore della scuola di specializzazione in Oftalmologia dell’università D’Annunzio che ieri, in Comune, ha presentato la campagna di prevenzione “Il tuo punto di vista conta” organizzata dalla d’Annunzio con l’unità operativa di Oculistica Asl, con screening gratuiti sabato dalle 10,30 alle 19 in corso Umberto 83. Con lui, Michele Marullo, direttore dell’unità operativa di Oculistica Asl, Claudio D’Amario, direttore generale del Dipartimento di Sanità, Liborio Stuppia, rettore dell’Università d’Annunzio, il sindaco Carlo Masci e il presidente del “Comitato Macula”, Massimo Ligustro. «La maculopatia è una patologia oculare di importante impatto sociale», spiega Mastropasqua, «ed è sempre più diffusa, tanto da rappresentare la principale causa di cecità sopra i 65 anni. Per questo è necessario prevenirla con uno screening all’anno, a partire dai 55, quando si presentano i primi sintomi come, ad esempio, vedere le linee distorte, notare un calo della vista o una macchia centrale nel campo visivo. Quando ci sono queste condizioni è necessario fare una visita, anche perché se la malattia non viene curata può portare alla perdita della vista nonché a un calo della condizione psicologica della persona». Tra le forme più diffuse vi sono «la maculopatia senile legata all’età», spiega il dottor Marullo, «e quella diabetica che colpisce il 15% dei pazienti. È importante rivolgersi agli specialisti, perché non si comprende pienamente l’importanza della malattia». A seconda di come la macula viene danneggiata esiste la maculopatia umida, che può essere curata con iniezioni da fare almeno sei volte l’anno, e la maculopatia secca che non può essere curata, anche se «la ricerca sta facendo enormi progressi», sottolinea Mastropasqua, «e ultimamente si inizia a parlare anche della possibilità di curare maculopatie incurabili come questa». Sono «patologie avanzate ma risolutive», spiega il rettore Stuppia, «e come Università abbiamo la tecnologia necessaria per identificare la patologia e, insieme alla clinica Oculistica, possiamo trasformare il nostro centro in un punto di riferimento regionale ed estero».

