Vita indipendente, no di Ferrante

29 Gennaio 2020

Il presidente di Carrozzine determinate: un errore le modifiche

PESCARA . L’associazione Carrozzine Determinate critica la scelta della Regione che modificando la legge 57 del 2012 sulla vita indipendente, ha esteso anche agli over 67 la possibilità di ottenere aiuti. «Tutte le persone devono essere sostenute e aiutate, così come le loro famiglie, anche le persone più anziane», dice Claudio Ferrante, presidente dell’associazione, «ma con modalità e percorsi ad hoc, con investimenti economici appropriati». Per loro, sostiene Ferrante, «ben 14 anni fa fu istituita la legge per la non autosufficienza 296 del 2006». La legge del 2012, invece, era stata pensata per la fascia di età dai 14 ai 67 anni. La legge sulla vita indipendente del 2012, sottolinea Ferrante, «ha avuto un suo percorso chiaro e preciso. È nata come risposta soprattutto a chi la vita se la deve ancora costruire. Ampliando la platea dei beneficiari ai più anziani è stata snaturata la norma e di fatto è stato rallentato e distrutto il percorso di vita agli individui più giovani con grave disabilità che avevano spesso nel progetto di “Vita Indipendente” l’unica possibilità di vita e di integrazione sociale. Con la modifica diversi giovani con gravissima disabilità si vedranno scavalcati nella graduatoria per ottenere i finanziamenti». Secondo Ferrante, «agli anziani con disabilità devono essere date risposte chiare e certe. Ci saremmo aspettati un aumento considerevole del fondo per consentire a un numero maggiore di anziani di ricevere adeguata assistenza. Così come ci aspettavamo che il fondo regionale per la legge sulla vita indipendente fosse portato a due milioni di euro. Invece la Regione fa demagogia con la disabilità gravissima creando una guerra tra poveri a discapito dei disabili più giovani. Ci chiediamo come sia possibile che il consiglio regionale abbia accettato l’emendamento presentato dal consigliere del M5S Francesco Taglieri. Come è possibile che gli assessori alle politiche sociali e sanità della regione Abruzzo Piero Fioretti e Nicoletta Verì abbiano consentito di stravolgere in pochi giorni un percorso di inclusione per i giovani abruzzesi con gravi disabilità che le associazioni avevano combattuto per cinque lunghi anni? Sul punto attendiamo celeri risposte e siamo disposti ad incatenarci ancora». A seguito della modifica, la Regione ha prorogato la scadenza per la presentazione delle domande, dal 31 gennaio al 21 febbraio 2020. (c.s.)