Vitalizi, l’Abruzzo li ha aboliti ma solo per le “matricole”
PESCARA. L’altra faccia del taglio alle pensioni “d’oro” è quella dei vitalizi dei parlamentari e dei consiglieri regionali (questi ultimi prendono circa 2mila euro lordi per cinque anni di mandato)....
PESCARA. L’altra faccia del taglio alle pensioni “d’oro” è quella dei vitalizi dei parlamentari e dei consiglieri regionali (questi ultimi prendono circa 2mila euro lordi per cinque anni di mandato). Su questa questione Renzi vuole intervenire, mentre il presidente dell’Inps Tito Boeri ha detto parole chiare: «I politici hanno sempre giustificato le retribuzioni molto vantaggiose che si sono dati» con motivazioni che, analizzate, «non reggono. E reggono ancora meno i vitalizi che si concedono e che sono in gran parte slegati dai contributi da loro versati. Anche su questo faremo una operazione di trasparenza».
Oggi la Regione Abruzzo spende circa 4 milioni l’anno per pagare vitalizi e reversibilità agli ex consiglieri regionali ed eventuali vedove. La Regione ha comunque abolito dal 2011 i vitalizi per i suoi consiglieri regionali, ma ha salvato tutti i diritti già maturati. Il provvedimento prevede l'allineamento dell'età pensionabile di tutti i consiglieri regionali a 65 anni, per chi ha un solo mandato; coloro che hanno più mandati lo otterranno a 60 anni, ma con una serie di detrazioni. Previsto anche un prelievo a chi percepisce già il vitalizio (dal 6% sugli importi lordi che vanno da 1.500 euro al 15% per i vitalizi che superano i 6 mila euro) nel periodo 2015-2017. Prelievo che salirà al 40% per i consiglieri regionali che percepiscono il doppio vitalizio. Un privilegio quest’ultimo che l’aula non è mai riuscita ad abolire.
La legge è la 36 del 2011 (seconda regione dopo l’Emilia Romagna ad abolire l’assegno), ma gli effetti dei vecchi vitalizi sui conti della Regione si sentiranno a lungo.
Ancora nel 2014 hanno iniziato a prendere l’assegno 11 ex consiglieri regionali: Angelo Di Paolo (3.300 euro), Claudio Ruffini (1.911 euro), Cesare D’Alessandro (2.720 euro), Antonio Prospero (3.577 euro), Lanfranco Venturoni (1.813 euro), Alessandra Petri (1.813 euro), Gino Milano (2.017 euro), Walter Di Bastiano (1.911 euro), Camillo Sulpizio (2.385 euro), Gianfranco Giuliante (1.911 euro), e il più pagato di tutti, Giuseppe Tagliente: 5.008 euro al mese grazie ai 29 anni d’aula.
Altri arriveranno a prendere il vitalizio tra quelli che non hanno ancora maturato l’età, tra cui alcuni che siedono ancora all’Emiciclo.
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