Vitalizi regionali, D’Alessandro propone un taglio da 5 milioni

13 Agosto 2017

Il risparmio ottenuto servirà a finanziare il trasporto gratuito di 3.500 studenti abruzzesi in difficoltà Il coordinatore di maggioranza: «Questa norma è giusta in un periodo in cui tutti fanno sacrifici»

PESCARA . Cinque milioni in cinque anni. Una sforbiciata tutt’altro che insignificante ai vitalizi degli ex consiglieri regionali dell’Abruzzo quella proposta dal coordinatore di maggioranza a Palazzo dell’Emiciclo, Camillo D’Alessandro. Che ha già predisposto un progetto di legge per mettere mano al privilegio più odiato dagli italiani.
Un intervento decisamente consistente. Che consentirebbe di abbattere i quasi 4 milioni di spesa sostenuti ogni anno dalla Regione di circa il 25%. Nel 2016, infatti, la Regione ha versato tre milioni 165mila euro agli ex consiglieri; altri 800mila euro sono stati accreditati nei conti correnti di vedove, o altri eredi, a titolo di reversibilità. La proposta di legge (pdl) D’Alessandro alleggerirebbe questo fardello di un quarto. E destinerebbe il risparmio ottenuto - un’economia di bilancio - al trasporto pubblico gratuito, ogni anno, di 3.500 studenti abruzzesi con reddito familiare basso.
Ma quanti sono i fortunati percettori del ricco assegno mensile? Attualmente in Abruzzo sono 100 le persone che ricevono il vitalizio. Ad esse vanno aggiunti i 45 familiari di ex amministratori deceduti, ai quali viene erogato l’assegno di reversibilità. La mannaia prevista dalla pdl D’Alessandro si applicherà con il criterio della proporzionalità: tanto più è alto il vitalizio, tanto più consistente risulterà il taglio. Il testo, infatti, prevede la decurtazione del 10% se l’importo lordo mensile non supera i 1.500 euro; del 20% se non supera i 3.500; del 30% nella fascia compresa tra i 3.501 e i 6.000 euro; oltre questo importo il taglio previsto è del 40%. Ma non è tutto. «Inoltre», spiega D’Alessandro al Centro, «è prevista un’ulteriore decurtazione per i percettori di doppio assegno, coloro cioè che, oltre al vitalizio regionale, percepiscono anche quello da parlamentare nazionale o europeo». In questi casi, l’assegno regionale subirà un taglio aggiuntivo del 10%.
Ma perché limitare la sforbiciata solo ai prossimi cinque anni? Si tratta, secondo D’Alessandro, di una scelta precisa: «Rendere la riforma inattaccabile, resistente alle opposizioni che arriveranno da chi lamenterà la violazione d i presunti diritti acquisiti».
I 60 mesi sono, in ogni caso, rinnovabili, «con un altro intervento del legislatore regionale, esattamente come disposto dal Parlamento nazionale». Ma, sulla natura politica della sua iniziativa, D’Alessandro fuga ogni equivoco: «Non partecipo alla saga della demagogia», conclude, «io non ho in odio gli eletti, ma è giusto garantire una norma come questa in un periodo nel quale tutti fanno i sacrifici. Ricordo che durante la scorsa legislatura ho rinunciato al mio vitalizio, e con me altri consiglieri, e sempre nella scorsa legislatura, quando ero in minoranza, ho presentato la norma votata dall’allora maggioranza per cancellarli per sempre».
Insomma, per i fortunati percettori dei vitalizi abruzzesi potrebbero arrivare tempi duri. Nella top ten degli assegni più consistenti, al primo posto si collocano ex aequo l’ex assessore regionale alla sanità ed ex presidente di Giunta, Vincenzo Del Colle,esponente di spicco della ex Dc, Gaetano Novello, anch’egli ex Dc e due volte nella Giunta regionale, e Giuseppe Tagliente, ex Fi ed ex presidente del Consiglio. I tre hanno percepito, nel 2016, 60.102 euro lordi l’anno. Segue Romeo Ricciuti, ex presidente della Regione e tre volte deputato, con 51.516 euro. Ci sono poi Ugo Giannunzio, ex assessore del Psi, con 51.376, Paolo Ciammaichella, già assessore all’agricoltura nella giunta Mattucci, e Sergio Fortunato Antico. Gli ultimi due hanno ricevuto entrambi 51.149 euro lordi. Sotto i 50 mila euro ci sono invece Mario Panunzi, (48.592 euro lordi annui); Antonio Saia, (45.792), e l’ex assessore regionale Alberto La Barba (43.525 euro).
Nella top ten non manca neppure chi di vitalizi ne percepisce due. È il caso di Ricciuti e Saia, che hanno ricoperto, come detto, incarichi elettivi di livello nazionale. Infine, un caso singolare. Quello di Anna Maria Fracassi. L’ex consigliera regionale eletta nella lista della Margherita ha percepito, nel 2016, 34.343 euro lordi per l’incarico ricoperto nel corso del suo mandato. Somma alla quale cumula la reversibilità del marito, Giovanni Bozzi (ex Dc, eletto per tre legislature, dal 1975 al 1990): altri 28.620 euro. In tutto 62.963, che proiettano, di fatto, la Fracassi in cima alla classifica dei vitalizi più alti.
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