Vittime di problemi familiari e di salute
Non solo disoccupazione e mancanza di un alloggio: ecco che cosa c’è dietro l’emarginazione sociale
PESCARA. Sono moltissime le storie di «fragilità economica e sociale», come le chiama l’arcivescovo Tommaso Valentinetti, che la Caritas registra in città. E tra i 5.411 bisogni segnalati dalle persone che hanno chiesto un sostegno alla Caritas nei primi 10 mesi nel 2018 non ci sono solo la povertà e i problemi economici, che conquistano un triste primo posto. Chi si rivolge alla Caritas racconta anche il dramma dell’occupazione: quasi il 76 per cento delle persone sono senza lavoro a cui si aggiunge un 10 per cento che racconta di essere sfruttato, di lavorare in nero, di essere precario o sottoccupato.
Ci sono poi i problemi familiari (di cui, quest’anno, ha parlato il 65 per cento delle persone), in particolare i divorzi e la conflittualità familiare ma anche il venir meno di un congiunto che era l’unica fonte di sostentamento del nucleo familiare.
Il problema della casa (che interessa il 54,5% delle persone) interessa chi non ha proprio un alloggio, chi si fa ospitare da parenti o amici e chi ha subito uno sfratto, e spesso si tratta di persone con minori a carico.
Le malattie croniche, poi, possono portare all’esclusione sociale e dal mercato del lavoro, oltre ad essere fonte di difficoltà per l’accesso alle cure e al sistema sanitario (il problema della salute riguarda il 24% di chi è arrivato quest’anno in Caritas).
Alcol e droga sono le voci principali del capitolo “dipendenze” (il 13 per cento degli utenti Caritas che hanno manifestato un bisogno nel 2018) ma c’è anche la ludopatia. E chi è stato dipendente, sempre in relazione ad alcol e stupefacenti, segnala di non riuscire a trovare una collocazione sociale e lavorativa. Le altre voci indicate riguardano i problemi derivanti dalla detenzione e dall’immigrazione ma c’è anche chi si trova nella impossibilità di seguire un percorso scolastico e deve abbandonare, chi è analfabeta o ha problemi di lingua, in particolare gli stranieri: e questi fattori comportano difficoltà di inserimento, anche a livello occupazionale.
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