Vitturini fa gol anche a scuola

Il terzino biancazzurro promosso con 85 su 100. E al Da Vinci record di 100 e lode
PESCARA. Chi l’ha detto che Platone e la sfera, alias il pallone, non possano essere d’accordo? D’altronde, non era proprio il grande filosofo greco, che nel Timeo, a proposito del dodecaedro, ossia il penultimo stadio geometrico prima della sfera, scriveva che «il Demiurgo se ne giovò per decorare l’universo»? Ne sa qualcosa il calciatore in erba del Delfino Pescara, ora impegnato nei campionati europei juniores, Davide Vitturini, che con un ottimo 85 su 100, si è diplomato al liceo classico d’Annunzio. Le lodi al terzino destro biancazzurro arrivano dalla vice preside del liceo di via Venezia, Maria Pia Radico: «Davide ha passato da noi un anno tranquillo», sottolinea la vice della dirigente Donatella D’Amico, «e nonostante gli impegni sportivi è stato costante nello studio, riportando degli ottimi risultati».
E se Vitturini ha fatto gol anche nello studio, chi si è visto assegnare il cento e lode all’esame di Stato, al d’Annunzio, sono stati, tra gli altri (vedi box a fianco), Francesco ed Emanuele Salvatore, nessuna parentela fra di loro, della terza D, in classe insieme sin dalla prima media. Due grandi amici, insomma, ma con obiettivi professionali diversi. «Mi iscriverò a Lettere», anticipa il primo, appassionato della letteratura e della poesia italiana del ‘900 e in particolare dei romanzi legati alla Resistenza e degli scritti di Pirandello, «e come sogno ho quello di insegnare nelle scuole o all’università». Il secondo, invece, è affascinato dalla Formula Uno: «Sono ancora indeciso sul corso di studi che intraprenderò», dice infatti Emanuele. «Penso però che andrò a fare Ingegneria meccanica, o al Politecncio di Torino o a Modena. Il massimo», sospira, «sarebbe diventare un meccanico della Ferrari».
Ma qual è il segreto per arrivare al massimo dei voti? È facilmente intuibile: l’impegno durante tutti i cinque anni di studio. Ma senza negarsi gli hobby preferiti. «È stato faticoso e mi sono impegnato a trecentosessanta gradi», osserva Francesco, «ma io, oltre ad avere la passione per la scrittura, gioco anche a pallavolo e a beach volley». Idem, più o meno, il collega Francesco che gli fa eco nel rimarcare che «nell’arco di questi anni ho dato il meglio di me, e non posso dire che sia stato un divertimento. Allo stesso tempo però, non mi sono certo “ammalato” per lo studio».
Soddisfazione per l’andamento degli esami di Stato, all’istituto di istruzione secondaria Tito Acerbo, è arrivata dal vice preside Stefano Biocca. «Dopo alcuni anni in cui nella nostra scuola mancava, «è arrivato il cento e lode» sottolinea. Il top dei voti è andato a Sara D’Onofrio, della quinta A, specializzazione Turismo. «È una ragazza bravissima», mette subito in evidenza il numero due dell’istituto diretto da Annateresa Rocchi, «oltretutto ha anche vinto una borsa di studio per l’Erasmus».
Un vero e proprio talento, aggiunge Biocca, a proposito di Sara D’Onofrio, «che si manifesta anche nella conoscenza delle lingue straniere».
Chi ha fatto il pieno di cento e cento e lode, anche se nella scuola, quest’anno, si sono verificati un paio di casi di candidati alla maturità respinti poi all’esame di Stato, è stato il liceo scientifico Leonardo da Vinci diretto dal preside Giuliano Bocchia. Al da Vinci sono arrivati a prendere il cento e lode ben undici studenti, mentre ventisei sono stati gli studenti che si sono visti assegnare il cento.
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