«Vogliamo la verità su quelle accuse»

30 Ottobre 2014

Il neo direttore Bontempelli chiede al rettore Di Ilio di far luce sulle gravi rivelazioni del suo predecessore, D’Antuono

PESCARA. Parla di boicottaggio nei confronti del Centro linguistico e chiede, in una lettera indirizzata al rettore Carmine D’Ilio «la sorveglianza di un’alta autorità istituzionale», vale a dire il direttore generale Filippo Del Vecchio, «che controlli e certifichi per iscritto il passaggio di consegne e la regolarità degli atti trasmessi». Cerca e chiede garanzie il professor Pier Carlo Bontempelli che si prepara a insediarsi alla direzione del dipartimento di Lingue, il primo novembre, in un momento che più nero non si poteva, per la D’Annunzio e per il dipartimento stesso di viale Pindaro. Teatro, quest’ultimo, non solo delle dimissioni di due giorni fa dell’intero direttivo del Centro linguistico, abbandonato e osteggiato in tutti i modi, secondo il direttore Carlo Consani, dai vertici dell’ateneo, ma anche oggetto delle pesantissime accuse del direttore dimissionario Nicola D’Antuono. Il quale, nella sua lettera di dimissioni, a metà settembre aveva denunciato «dipendenti in libera uscita nel mansionario, incompetenze, pressioni per farmi ratificare missioni di studio e di svago pazzesche, viaggi in Italia e all’estero senza documentazione probante, contratti editoriali palesemente impropri e pagamenti di fatture impresentabili e di mobilità docenti non autorizzate».

Accuse su cui, dopo il viaggio lampo del dg Del Vecchio da Chieti a Pescara per ascoltare direttamente da D’Antuono quei fatti, nulla si è saputo dai vertici dell’ateneo. È proprio da qui che Bontempelli vuole iniziare il nuovo corso, chiedendo ufficialmente al rettore di conoscere l’esito di quella verifica.

«Di recente e a più riprese», ricorda Bontempelli al rettore Di Ilio, «il dipartimento di Lingue è finito al centro dell’attenzione mediatica per alcune dichiarazioni del direttore uscente. Sulla veridicità delle sue affermazioni, che per alcuni membri del dipartimento di cui sarò direttore ritengono altamente lesive e diffamatorie, è in corso un’indagine dell’amministrazione di cui con ansia aspettiamo un resoconto scritto. Non vorremmo», conclude Bontempelli anche a nome dei colleghi, «che il dipartimento venisse di nuovo coinvolto in strascichi opachi e vischiosi. Un corretto passaggio di consegne, garantito dalle autorità istituzionali, permetterebbe di tutelare tutti gli interessati evitando inutili e nocive polemiche». Ma non solo.

A scanso di equivoci, Bontempelli pretende che sia fatto il punto su conti e bilanci del dipartimento e che questi siano certificati per iscritto da Del Vecchio. Ancora, a tutela della reputazione sua e dei suoi colleghi, il nuovo direttore chiede al rettore «che la nuova direzione entri in possesso di tutta la documentazione utilizzata dal predecessore nello svolgimento delle sue funzioni», sostenendo che «il recupero della documentazione costituisce il presupposto indispensabile per una corretta gestione dipartimentale».

Questioni che motiverà direttamente a voce al rettore questa mattina alle 11, nell’incontro previsto a Chieti per parlare della situazione del dipartimento di Lingue e della grave situazione in cui versa il Cla, il Centro linguistico di ateneo divenuto evidentemente oggetto di una sorta di rivalsa politica dell’attuale direzione generale nei confronti della passata. «Ci sono tante cose da chiarire», spiega in merito Bontempelli il giorno dopo le dimissioni del direttore facente funzioni Carlo Consani, direttore del Cla e direttore facente funzione del dipartimento fino al primo novembre. Lo stesso che nella sua lettera di dimissioni denunciava «un atteggiamento di assoluta indifferenza (non voglio usare la parola ostilità) dell’Ateneo e dell’amministrazione centrale per la struttura e per le funzioni che questa era chiamata a svolgere».

Anche di questo, e forse della permanenza di D’Antuono nel Senato accademico al posto del nuovo arrivato Bontempelli, si parlerà stamattina.

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