Volano sedie e spranghe dopo le molestie

1 Agosto 2015

Rissa sulla riviera: albanesi infastidiscono delle ragazze e vengono allontanati dai buttafuori. Otto denunce e tre feriti

PESCARA. Volava di tutto: mazze, bottiglie di vetro, sedie, cestini dei rifiuti e perfino una rastrelliera. È stata di una violenza incontenibile la rissa che si è verificata l’altra notte negli spazi dello stabilimento balneare Medusa, su viale della Riviera. Il bilancio è di tre giovani leggermente feriti e otto denunciati per rissa dalla polizia, intervenuta con diverse pattuglie della squadra volante.

Quel che è certo, per gli investigatori, è che sei albanesi di età compresa tra i 20 e i 25 anni si sono scontrati brutalmente con due addetti alla sicurezza dello stabilimento, due senegalesi. I motivi veri dello scontro non si conoscono perché le versioni fornite sono diverse: gli albanesi assicurano di non aver fatto nulla di male, mentre i buttafuori dicono di aver fatto allontanare questi clienti perché stavano infastidendo alcune ragazze.

Una volta fuori, gli albanesi hanno chiamato i rinforzi e, in compagnia di altri giovani, si sono scagliati contro gli addetti alla sicurezza, lanciandosi fisicamente contro di loro e cominciando a lanciare di tutto, come raccontano alcuni dei giovani presenti o arrivati subito dopo. Nei minuti successivi, una decina al massimo, si vedevano volare spranghe, sedie, bottiglie rotte e contenitori dei rifiuti e, per evitare che la situazione degenerasse ulteriormente, sono stati chiusi sia il cancello del locale che il bar, «anche per tutelare i clienti terrorizzati», racconta uno dei componenti dello staff.

«Gli albanesi erano di una crudeltà atroce e non avevano paura di niente, continuavano a gettare di tutto», prosegue sottolineando di non aver mai visto «una scena del genere, pur lavorando da tempo nel campo della sicurezza».

Chi c’era racconta che «i ragazzi allontanati dal locale hanno perfino tentato di sfondare il cancello con una rastrelliera per le bici. Noi siamo stati costretti ad allontanarci dai tavoli per paura di essere colpiti da qualche oggetto o dalle sedie, e come noi anche alcune famiglie».

Sperando di fermare la banda «qualcuno ha afferrato l’estintore e ha svuotato il contenuto addosso agli albanesi» e a quel punto è arrivata la polizia. Alcuni di questi stranieri sono fuggiti in fretta e furia, facendo perdere le tracce, e sul posto sono rimasti in sei, oltre ai buttafuori, sotto gli sguardi allibiti di centinaia di curiosi che si sono raggruppati attorno allo stabilimento. Tre albanesi sono stati trasportati in ambulanza in ospedale e hanno riportato ferite lievi, giudicate guaribili al massimo in 15 giorni.

Un quadro più chiaro emergerà probabilmente nelle prossime ore quando gli uomini della squadra mobile, diretti da Pierfrancesco Muriana, avranno ascoltato tutti i testimoni e studiato le immagini riprese dalle telecamere, sempre che riescano a fornire spunti utili alle indagini.

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