Volantinaggio e appelli per la Farmacia comunale

La scarsa affluenza all’assemblea non ferma il gruppo SiAmo Città Sant’Angelo Il capogruppo Perazzetti chiama a raccolta la città: «Il 26 tutti in Consiglio»
CITTÀ SANT’ANGELO. Il gruppo SiAmo Città Sant’Angelo insiste e chiama a raccolta la cittadinanza per il prossimo 26 aprile, alle 18, quando il consiglio comunale discuterà sulla vendita della farmacia Comunale. All’incontro pubblico di giovedì sera hanno partecipato meno di 20 persone, tuttavia il capogruppo Matteo Perazzetti non si arrende: «Come si dice... se Maometto non va alla montagna, saremo noi a muoverci». E sorride sornione mentre annuncia un volantinaggio per chiedere ai cittadini di impegnarsi. «Non è una battaglia politica, infatti l'abbiamo aperta anche ai 5 Stelle e a Liberi e Uguali. È una battaglia di civiltà».
La raccolta firme lanciata sul web, intanto, è già a metà strada dall’obiettivo delle 500 adesioni. I dati dicono che la Farmacia è in utile e il fatturato, tra alti e bassi, cresce: ma il sindaco Gabriele Florindi sostiene il contrario nell’articolo del Centro che il consigliere Maurizio Valloreo, seduto accanto a Perazzetti, scherzando promette di acquistare in cinquanta copie. La Farmacia è in effetti sempre stata in utile: ma se nel 2015 l’utile era di 31.297 euro, nel 2016 la somma è scesa a 10.919 euro.
Diverso il discorso per il trasporto scolastico (gestito dalla stessa società, la Farmacia Comunale srl, creata nel 2007) che storicamente ha sempre avuto utili maggiori della farmacia (nel 2015 erano 55.012 euro, l’anno successivo di 82.209 euro) comprendendo nel calcolo il contributo del Comune al servizio. Per il futuro, dunque, il sindaco fa previsioni a tinte fosche annunciando che tra due anni la farmacia «potrebbe non valere più nulla». Di qui l’opportunità di vendere visto che, va precisato, non mai stato effettuato un tentativo di vendita. Dopo il concorso straordinario, apriranno nuove farmacie: la concorrenza aumenterà, poi, anche perché sarà consentito alle società di capitali di entrare nel mercato. C’è infine l’incognita di Amazon che, fedele al suo impegno di aggredire qualsiasi settore, ha annunciato di voler vendere medicinali da banco. Ma la questione economica non convince Valloreo: «Quattro farmacisti su cinque», ricorda, «sono vincitori di concorso e potrebbero andare a lavorare altrove: tenendo la farmacia avremo 4 posti di lavoro e i nuovi assunti, essendo più giovani, avrebbero stipendi più bassi riducendo i costi della Farmacia».
«Anche se ci fosse un pareggio, e non un utile», chiosa Lucia Travaglini, terzo consigliere del gruppo SiAmo «parliamo comunque di un servizio e un aiuto ai cittadini».
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