Voleva uccidere il marito col Coumadin

24 Luglio 2016

Gli somministra dosi di anticoagulante dopo averlo fatto picchiare a sangue: 42enne in manette col figlio e un aggressore

PESCARA. Avrebbe tentato di uccidere il marito prima facendolo malmenare da due persone e poi somministrandogli di nascosto un farmaco salvavita anticoagulante, il Coumadin, che gli avrebbe provocato emorragie fatali. Ma per fortuna sono arrivati prima i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile che, dopo lunghe e accurate indagini con i colleghi del Nas, il Nucleo antisofisticazioni e della sanità dei carabinieri, sono riusciti non solo a fermare appena in tempo quella morte somministrata a tradimento, ma anche ad arrestare per tentato omicidio la donna, il figlio appena maggiorenne e uno dei due uomini assoldati dai due per malmenare il marito.

È un quadro da brividi quello ricostruito dagli investigatori e che vede protagonista una giovane donna di 42 anni, D.D.R. originaria della Puglia ma residente a Pescara, il figlio di lei e il marito, che non è il padre del ragazzo, un imprenditore di cui presumibilmente oggi dovrebbero essere rese note le generalità nel corso della conferenza stampa convocata dal comandante della compagnia dei carabinieri di Pescara, il capitano Claudio Scarponi.

Questa mattina gli investigatori ricostruiranno e renderanno pubblica una vicenda che ha dell’incredibile e che i carabinieri del Nucleo operativo diretti dal tenente Antonio Di Dalmazi hanno ricostruito pezzo pezzo non solo attraverso le attività investigative tradizionali, fatte di pedinamenti e appostamenti, ma anche attraverso telecamere nascoste in cui la donna sarebbe stata presa in flagrante, mentre somministrava ripetutamente l’anticoagulante all’inconsapevole marito già ridotto male in ospedale per l’aggressione subìta su mandato proprio della donna che apparentemente, solo apparentemente, si stava prendendo cura di lui.

Data la posizione economica dell’uomo, si potrebbe facilmente ipotizzare che il movente di questo perfido obiettivo sarebbe di natura economica ma sono particolari che riferiranno questa mattina gli stessi investigatori. Sarà in ogni caso difficile per la 42enne difendersi da accuse che la incastrerebbero in maniera inequivocabile, tanto da aver indotto il gip del tribunale di Pescara a disporre una misura cautelare di fronte alla quale la donna, ieri pomeriggio, avrebbe accusato un malore.

È invece ancora ricoverato in ospedale l’imprenditore vittima di una donna abile, ma non fino in fondo, a travestire il suo odio in amore. Senza sapere che c’erano le telecamere, e i carabinieri, a smascherare i suoi veri sentimenti.

(s.d.l.)

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