«Vorrei essere libero di partecipare»

28 Settembre 2019

«Vorrei essere libero di partecipare alle udienze del processo senza subire aggressioni fisiche o verbali». Con queste parole Massimiliano Giancaterino, ex sindaco di Farindola, ha commentato l’aggres...

«Vorrei essere libero di partecipare alle udienze del processo senza subire aggressioni fisiche o verbali». Con queste parole Massimiliano Giancaterino, ex sindaco di Farindola, ha commentato l’aggressione subita ieri mattina nel bar del tribunale di Pescara, durante una pausa della seconda udienza preliminare sul disastro dell’hotel Rigopiano. È stato aggredito alle spalle, mentre stava prendendo un caffè, da Maria Perilli, madre di Stefano Feniello, una delle 29 vittime della tragedia. «Stavo prendendo un caffè con i miei avvocati», ha raccontato ancora l'ex sindaco di Farindola, «quando sono stato aggredito. Mi ha riempito di botte. In ospedale mi hanno refertato diversi traumi per complessivi dieci giorni». «L’aggressione», conclude Giancaterino, «è avvenuta in un processo dove, peraltro, rivesto la mia ormai notissima doppia veste di imputato e parente di una delle 29 vittime».
Massimiliano Giancaterino, imputato per il suo trascorso amministrativo da ex sindaco di Farindola, è il fratello di Alessandro, capo cameriere del resort Rigopiano rimasto vittima della disastrosa valanga che ha travolto l’hotel Rigopiano. (f.bel.)