Voto: le liste salgono a 12 E i candidati ora sono 144

8 Agosto 2022

L’effetto in regione del divorzio tra Pd e Azione: cresce il numero di chi si sfida 

PESCARA. La mappa di liste e candidati è una tela di Penelope. Tutto da rifare quando pensi di avere inquadrato lo schema della corsa al voto del 25 settembre. Basta che Carlo Calenda abbandoni sull’altare Enrico Letta che, anche sull’Abruzzo, si abbatta un effetto domino che rivoluziona numeri, scenari e strategie dei partiti. Non solo di centrosinistra, direttamente interessati, ma anche di quelli del centrodestra.
È come quel famoso battito d’ala a Pechino che può causare un uragano a New York. Ma in questo caso la metafora della teoria del caos di Edward Lorenz non c’entra. È piuttosto un caos da Rosatellum, il sistema elettorale rompicapo che ci accompagnerà alle urne con la convinzione di scegliere quando invece sono i partiti a decidere, molto prima del voto, i nomi di chi sarà eletto.
E questo spiega il gioco delle alleanze che cambiano a vista d’occhio. Si creano e si rompono nell’arco di tempo di un battito d’ala, con l’obiettivo di accaparrarsi un posto tra un numero fortemente ridotto di deputati e senatori eleggibili, in virtù del maxi-taglio di parlamentari. Ecco, solo questo è il numero certo.
All’Abruzzo infatti spettano 13 eletti: la tortina che la politica abruzzese si spartisce. Le porzioni sono contingentate, ma i numeri di chi ambisce allo sparuto gruppo di poltrone sono cresciuti, soprattutto nelle ultime ore. Allora proviamo a ridare ordine al caos.
PIÙ LISTE E CANDIDATI
Diciamo subito che, se tutto dovesse rimanere alla situazione che si è generata ieri, le liste in campo in Abruzzo sarebbero in totale 12. Quindi tre in più rispetto alle previsioni di appena cinque giorni fa.
Di conseguenza è cresciuto di molto anche il numero complessivo dei candidati che sale a 144, di cui 90 – su 9 posti disponibili – ambiscono alla Camere e 54 al Senato, in cui l’Abruzzo potrà occupare solo quattro posizioni. Per gli amanti della statistica, quindi, i premiati dello spoglio rappresentano solo il 9,2 per cento del totale dei candidati.
I PARTITI IN CORSA
Sono 12, si diceva, le liste in Abruzzo distinte in due coalizioni e 4 partiti singoli. Almeno per ora è così. Partiamo quindi dal centrodestra che viene dato per favorito. I partiti che presenteranno liste sono cinque: Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi con l’Italia (ovvero Lupi più Toti) e Coraggio Italia più Udc che correranno insieme con una lista comune.
Sull’altro fronte, quello del centrosinistra, l’effetto del divorzio di Calenda ha fatto scendere da 4 a 3 le liste della coalizione: Democratici Progressisti (ovvero Pd-Articolo 1 -Psi e Demos che presentano liste in comune), seguono Si-Verdi e Di Maio-Tabacci.
Oltre alle due coalizioni troviamo i battitori liberi, ciascuno dei quali è rappresentato da una sola lista. In questo caso occorre premettere che, fino a ieri sera, non c’era alcuno spiraglio di liste condivise. Quindi Italia Viva (Renzi) e Azione (Calenda) correranno con liste proprie, al di là di un accordo tra i due, la cui probabilità si attesta, per ora, al 60%. Ci sono infine il Movimento 5 Stelle di Conte e l’Unione Popolare (De Magistris-Rifondazione-Potere al Popolo) che sta raccogliendo le firme.
PASSIAMO AI CANDIDATI
Come si diceva, saranno 144 suddivisi in quattro gruppi: 72 al Proporzionale Camera (calcolati moltiplicando le 12 liste per i 4 candidati – più due riserve – che spettano a ciascun partito); 48 al Proporzionale Senato (12 per 3 candidati e una riserva per ciascun partito); 18 all’Uninominale Camera (calcolati moltiplicando i 3 collegi per i sei nomi complessivi da votare indicati dalle due coalizioni e dai quattro partiti che corrono da soli) e 6 all’Uninominale Senato dove il collegio è unico.
IL VOTO ALLA CAMERA
Gli elettori si troveranno a scegliere su un’unica scheda tra quattro candidati (più due riserve) per ciascuna lista del collegio unico regionale (Abruzzo 1) proporzionale e plurinominale che vede favoriti solo i capilista e permette di eleggere 6 deputati; e tre collegi (Abruzzo 1, 2 e 3) uninominali e maggioritari in cui ciascuna lista o coalizione ha un candidato per collegio, in modo che siano tre i deputati eleggibili in questo contesto (per chiarezza vedi la tabella che pubblichiamo in alto).
IL VOTO AL SENATO
Passiamo alla scheda del Senato: tre senatori saranno eletti sulla base delle liste, ciascuna con tre nomi (più una riserva), che i partiti schiereranno nel collegio unico plurinominale e proporzionale (Abruzzo 1). Il quarto senatore sarà eletto con il maggioritario tra le liste o coalizioni uninominali di un collegio regionale unico.
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