Warhol disegnava con l’Amiga
Debbie Harry, voce dei Blondie, entra nella stanza e si siede su uno sgabello, posto davanti a un tavolo rosso. Sfoggiando i suoi zigomi, che hanno contribuito a renderla celebre, dice qualcosa del...
Debbie Harry, voce dei Blondie, entra nella stanza e si siede su uno sgabello, posto davanti a un tavolo rosso. Sfoggiando i suoi zigomi, che hanno contribuito a renderla celebre, dice qualcosa del tipo: «Andy, sei pronto a dipingermi?». Quell’Andy, seduto dietro a un computer bianco dall’altra parte del tavolo, è Andy Warhol. Comincia a elaborare il ritratto, lavorando su un’interfaccia che oggi può sembrare elementare. Ma 29 anni fa, l’Amiga decise di affidarsi alla sua arte per promuovere quello che veniva all’epoca considerato come uno dei primi computer multimediale. Di fatto, tendiamo a ricordare Andy Warhol con le sue opere più celebri: la lattina di Campbell Soup, il ritratto di Marilyn Monroe o la copertina dell’opera prima dei Velvet Underground. Tuttavia pochi ricordano che l’artista era rimasto talmente affascinato dalla nascente tecnologia dei personal computer, che finì per utilizzarli nella sua arte. Se Warhol non fosse morto così presto avrebbe continuato a fare computer art? Usando l’immaginazine, si potrebbe pensare che si sarebbe parecchio divertito con i social media. Per non parlare di Instagram…

