Wwf all’attacco: «Basta regali ai cacciatori»

24 Luglio 2018

L’associazione boccia il calendario venatorio 2018-2019 e invia le osservazioni alla Regione

PESCARA . «Basta regali ai cacciatori: no a preapertura e prolungamento dei periodi di caccia». Lo dice il Wwf Abruzzo, che ieri ha inviato alla Regione le osservazioni sul calendario venatorio per la stagione 2018-19. Nella premessa, si sottolinea una «ormai cronica inadempienza della Regione che, benché la legge consenta il prelievo venatorio sulla sola base del criterio della caccia programmata, continua a disattendere tale normativa persino in merito alla redazione del più importante strumento di pianificazione faunistico-venatoria di cui dovrebbe dotarsi: il Piano Faunistico venatorio regionale, in prorogatio da oltre 10 anni)». Una «grave carenza di pianificazione che è stata tra l’altro più volte censurata dai giudici amministrativi in varie sentenze emesse a seguito di ricorsi presentati dal Wwf e che è ancora più grave visto che non ha mai visto la luce neppure l’Osservatorio Faunistico Regionale (Ofr), importante strumento di studio monitoraggio e tutela previsto da una legge regionale». Il Wwf ricorda di aver apprezzato, nel 2017, l’iniziativa presa dalla Giunta Regionale abruzzese di eliminare finalmente la preapertura a settembre e di effettuare una apertura unica al 1° ottobre. «Purtroppo, nella proposta di calendario venatorio in esame, la Giunta Regionale reintroduce l’apertura dal 16 settembre, vanificando la scelta innovativa e coraggiosa dello scorso anno, dimenticando tra l’altro che l’apertura generale a ottobre era stata chiesta anche dall’Ispra».
«Siamo alle solite», osserva Luciano Di Tizio, delegato Wwf Abruzzo. «Se lo scorso anno era stato fatto qualche passo avanti in materia di gestione faunistica, la Regione Abruzzo sembra ora voler tornare indietro. Ribadiamo per l’ennesima volta che la fauna è patrimonio di tutti e non dei soli cacciatori e che la sua gestione deve essere svolta su basi scientifiche e nel rispetto delle normative di tutela. Ci aspettiamo che la Regione riveda il calendario prima di approvarlo, altrimenti saremmo costretti a ritornare nelle aule giudiziarie che finora hanno sempre visto la Regione soccombente».