Yelfry ascoltato in ospedale dal pm racconta gli spari

Provato ma lucido, il giovane ricostruisce il dramma vissuto Il primario: «Siamo fiduciosi, ma la ripresa sarà lunga»
PESCARA. Provato, ma con tanta voglia di farcela e di riprendere la vita di prima, ieri mattina, dal suo letto del reparto di Neurochirurgia Yelfry Rosado Guzman, il cuoco di “Casa Rustì” in piazza Salotto, colpito, domenica scorsa con cinque colpi di pistola mentre era a lavoro, ha provato a raccontare agli inquirenti i terribili momenti vissuti. Attorno alle 11.30, ha ricevuto infatti la visita del sostituto procuratore Fabiana Rapino e del dirigente della squadra mobile, Gianluca Di Frischia, che ha condotto le indagini. Indagini che, in poche ore, domenica scorsa hanno portato all’arresto del 29enne originario di Montesilvano, residente in Svizzera, Federico Pecorale, in carcere con l’accusa di tentato omicidio. Agli inquirenti, il ragazzo ha ribadito quanto già raccontato alla mamma Melani subito dopo il risveglio dal coma farmacologico. Un racconto lucido, ma fatto a fatica perché ancora molto provato che sono serviti sostanzialmente a chiudere il cerchio su una vicenda da subito apparsa molto chiara.
Nel pomeriggio, dopo il colloquio con il magistrato e il capo della mobile, il ragazzo ha ricevuto, fra gli altri, la visita del presidente della Regione Marco Marsilio, dell’assessore alla Sanità, Nicoletta Verì e del sindaco Carlo Masci, che aveva già incontrato in municipio la mamma. A tutti, Yelfry è apparso sveglio, lucido e motivato. A confermarlo è il dottor Donato Carlo Zotta, primario del reparto di Neurochirurgia. «Le condizioni del ragazzo», spiega il medico, «sono discrete. A livello cognitivo relazionale sta bene. Resta però il problema agli arti inferiori per cui lo abbiamo operato. È arrivato con un deficit agli arti inferiori legato al danno sul midollo spinale prodotto dalla pallottola. La pallottola, in realtà, non ha interessato direttamente il midollo, ma è passata molto vicino, procurandogli una contusione. Noi l’abbiamo operato per cercare di dare un po’ più spazio ad eventuali rigonfiamenti di questa struttura importantissima per la motilità agli arti inferiori. E adesso siamo in attesa di vedere quella che sarà l’evoluzione».
Per il neurochirurgo, ci vorrà del tempo prima della completa ripresa. «La vita gliel’abbiamo salvata, al momento però non muove gli arti inferiori e questo è il danno funzionale più importante riportato. Ha un deficit di motilità e anche di sensibilità. In ogni modo, siamo fiduciosi. Un po' di sensibilità inizia ad averla. Comincia a sentire quando gli strisciamo sulla gamba e ciò ci fa ben sperare per una ripresa che però», ribadisce il medico, «sarà lunghissima».
A breve Yelfry sarà trasferito in una struttura di riabilitazione. «Verrà trasferito», spiega il primario, «in un reparto di riabilitazione dove proseguirà le cure. Penso che almeno per un’altra settimana starà con noi, qui in ospedale, a Pescara. Va infatti ancora seguito dai chirurghi toracici perché vanno valutate delle situazioni. Appena i colleghi termineranno il loro iter, potrà essere trasferito. A fargli compagnia in questi momenti non facili», fa presente Zotta, «sono soprattutto la mamma e qualche amico. Certo è ancora forte lo shock provato, ma tutto sommato sta recuperando a livello emotivo».
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