Zanni, cabine elettriche e marciapiedi colabrodo

Quartieri degradati. Appello del comitato civico di via Dalla Chiesa a Enel e Aca per le condizioni disagevoli e pericolose delle strade: «L’acqua zampilla dai muri»
PESCARA. L'acqua zampilla dai marciapiedi, fuoriesce dalla cabina dell'Enel e scorre lungo i muri di contenimento per adagiarsi sull'asfalto dove si forma un manto di fango, puzzolente e scivoloso a prova di cadute e ricorsi alle cure mediche. È quanto accade ogni volta che piove in via Carlo Alberto dalla Chiesa, zona Zanni- Santa Filomena, all'altezza del civico 41.
La segnalazione del disagio, che è causa di numerose scivolate a infortuni da parte dei residenti, è stata inoltrata più volte al Comune, nel corso degli ultimi due anni, da Luciano Pasetti, presidente del comitato cittadino Piano T Santa Filomena. Al quale, in attesa che i tecnici comunali, dell'Aca e quelli dell'Enel risolvano definitivamente il problema, non resta che «tamponare l'emergenza allertando gli operai dell'Attiva che arrivano tempestivamente, dopo i nubifragi, a spurgare tombini, fogne e pozzetti assorbendo con le idrovore la melma che rende pericolosa la strada dove i residenti cadono continuamente» racconta Pasetti, che poi ringrazia Carmine Angelozzi (della ditta che si occupa della raccolta dei rifiuti e dell’igiene urbana) «per la tempestività degli interventi».
Dall'amministrazione comunale un segnale c'è stato, dietro pressione del comitato civico composto, tra gli altri, da Lucio Catena, Walter Giancaterino, Luigi Barriero, Fabio Simoncini e Francesco Barriero. Lo dimostra una lettera, datata 21 novembre 2016, sottoscritta dal dirigente del dipartimento tecnico, settore Mobilità, l’architetto Pierpaolo Pescara e del tecnico architetto, Luciano Ciaccio. Nella comunicazione del disservizio, inviata all'Aca (azienda consortile acquedottistica) e all'Enel, il dirigente spiega la situazione che si viene a creare in via Carlo Alberto dalla Chiesa, all'interno dell'area che delimita il Piano T in corrispondenza dell'intersezione con via Strada del Palazzo dove si trova una cabina Enel. Dalla quale «ogni volta che piove» scrive il dirigente «fuoriesce acqua dalle feritoie delle porte d'accesso e la stessa acqua piovana zampilla anche dal muro di contenimento e dalle spaccature che si sono prodotte sulla pavimentazione e dai cordoli stradali».
Da dove proviene il fiume d'acqua? Lo spiega un altro passaggio della lettera: «Da quanto accertato, anche con i tecnici Aca, l'acqua proviene da una condotta elettrica interrata realizzata nelle vicinanze dei campi da tennis», al di sopra del tracciato stradale. «L'Aca» proseguono i tecnici del Comune «è intervenuta da tempo per cercare di eliminare l'inconveniente, realizzando un bypass sulla propria condotta fognaria che non ha risolto il problema perché il flusso idrico proviene da infiltrazioni della condotta elettrica». Per chiudere, dunque, considerando che arrivano in municipio «numerose segnalazioni, causa la disgregazione del manto bituminoso in corrispondenza dei fabbricati a ridosso della cabina Enel, e in particolare di parti di distacco del muro di contenimento», si collecita l'intervento di Aca e Enel «per predisporre controlli e lavori finalizzati a eliminare le perdite idriche e salvaguardare l'incolumità dei residenti».
Il comitato cittadino chiede al Comune anche lo sfalcio periodico dell'erba che cresce intorno ai marciapiedi.
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