Zazzara: troppi soldi per abbattere l’ex Cofa

2 Settembre 2014

L’architetto: la Regione ha fretta di radere al suolo il mercato ortofrutticolo ma non ha un progetto

PESCARA. «Sono troppi, i 940.000 euro previsti dalla Regione per la demolizione dell’ex Cofa, il mercato ortofrutticolo di viale papa Giovanni XXIII in disuso da anni. Anzi, la Regione, per l’abbattimento di quello che ormai è un rudere, non dovrebbe tirare fuori un centesimo. Casomai, un terzo di quella cifra che per la Regione rappresenta anche una variazione di bilancio, dovrebbe essere utilizzato per lanciare un grande concorso di idee per il progetto». Insomma, non è andata giù, all’architetto Lucio Zazzara, associato di Urbanistica all’università d’Annunzio di Pescara, che la giunta regionale, nei giorni scorsi, abbia varato una delibera che secondo il governatore Luciano D'Alfonso, già nei prossimi giorni, porterà all’emanazione di un bando per l’individuazione della ditta che s’impegnerà a radere al suolo l’ex Cofa. Anzi, per Zazzara, «tutta questa fretta di buttare giù l’ex Cofa è ingiustificata. La decisione della Regione», spiega, «di accelerare sulla demolizione senza progetto mi pare sbagliata poiché, a parte l’effetto speciale della cosiddetta “ripulitura”, non ci sono ragioni tecniche per sostenere l’urgenza della demolizione dell’esistente tout court; cioè al di fuori di una visione generale del futuro di quella parte della città».

Insomma, prima un progetto. «Poi, ogni operazione di demolizione entra, normalmente, nel processo di trasformazione e nel bilancio del costo generale. Quindi», osserva ancora Zazzara, «non solo non si capisce la necessità di procedere in modo indipendente e immediato, ma men che meno si comprende la ragione per cui questo costo, non trascurabile, non venga messo a carico del soggetto attuatore della trasformazione, ottenendo anche un sensibile risparmio per le casse pubbliche». Per il destino dell’ex Cofa, infine, Zazzara si auspica «un sistema articolato di spazi all’aperto e al coperto in cui molte persone possano muoversi sia d’estate, sia d’inverno; percorsi aerei che consentano le vedute sul porto turistico e ampi spazi coperti su cui si affacci una miriade di attività commerciali, ricreative. Il tutto con una copertura di forme e tecnologia sotto la quale, sopra e intorno, si potrebbe muovere un tessuto di episodi spaziali sorprendenti».

Vito de Luca

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