«Zero permessi e nessuno indaga»

Il comitato antiantenne: troppi errori e tempo perso, gli impianti abusivi restano
PESCARA. «Non sono meravigliato per le multe annullate dal tribunale. Ordinanze sbagliate generano sempre sentenze giuste dal punto di vista della forma. Anche se, nella sostanza, il problema resta. Invece, sono meravigliato del fatto che nessuno intervenga per fermare un reato che continua tutti i giorni». Lo afferma Mariano D’Andrea, abitante di San Silvestro e a capo del comitato di residenti contro le antenne. Ufficiale della finanza in pensione, D’Andrea è stato il primo testimone a parlare, nel processo in corso da quasi 5 anni, degli esposti sulle antenne: 6 denunce dal 1999 al 2002, tutte archiviate.
Secondo D’Andrea, il primo errore sarebbe stato commesso dalla finanza: «Nel 2011, gli atti dovevano essere trasmessi alla Regione, che è competente, e non al Comune. È la Regione che, infatti, può comminare sanzioni e non il Comune: lo abbiamo ripetuto tante volte e nessuno ci ascolta. Da parte sua, invece, il Comune può verificare se gli impianti hanno i permessi di costruire ma si continua a omettere questo tipo di controllo a beneficio di ordinanze non conformi alla legge. A nostro avviso, a San Silvestro, le violazioni riguardano, oltre ai limiti superati, la normativa urbanistica, cioè la mancanza di permessi: è solo su questo che il Comune può intervenire ma i controlli non si fanno. Quindi», dice D’Andrea, «il tribunale ha valutato la legittimità di atti che, se fatti dal Comune, sono sbagliati per competenza visto che sarebbe dovuta intervenire la Regione. Ma in assenza di un piano regionale di risanamento dei siti richiesto fin dal 1999 e mai attuato, con la revoca di tutti gli impianti non autorizzati, le antenne sono rimaste lì e adesso sono abusive», dice il residente, «ma la magistratura non indaga sulle autorizzazioni che non esistono. La legge impone a un giudice di trasmettere gli atti alla procura in presenza di reati, però, nessuno lo fa: le misurazione dell’Arta del 2012, chieste da un giudice, e del 2014 che hanno attestato il superamento dei limiti, per ora, non fanno parte del dibattimento e il rischio prescrizione, alla prossima udienza del 19 febbraio, è reale a causa del tempo perso».
Il sindaco Marco Alessandrini ha promesso ai residenti, il 20 novembre scorso, un consiglio straordinario, proprio a San Silvestro: «Ma non abbiamo saputo più niente», dice D’Andrea, «né del consiglio né dei documenti che il sindaco ci ha promesso di chiedere all’Ispettorato territoriale Abruzzo e Molise di Sulmona. Noi residenti continuiamo a combattere contro un’associazione a delinquere di stampo mafioso istituzionale che ha asservito ai propri voleri magistrati, forze dell’ordine e classe politica in generale. L’ho detto in tribunale e lo ripeterò». (p.l.)
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