Zio Pepe e vent’anni di pizze «Una vita tra farina e lievito»

SPOLTORE. Vent’anni di pizze. Ieri, in via Fonzi a Spoltore, è stato il giorno della festa per Zio Pepe. Ormai, che il titolare si chiami Italo Di Cesare non se lo ricorda quasi più nessuno: a...
SPOLTORE. Vent’anni di pizze. Ieri, in via Fonzi a Spoltore, è stato il giorno della festa per Zio Pepe. Ormai, che il titolare si chiami Italo Di Cesare non se lo ricorda quasi più nessuno: a Spoltore lo chiamano tutti Zio Pepe. Come la sua pizzeria aperta il 31 maggio del 1997: «Io avevo 29 anni, mio marito ne aveva, avevamo già una bambina e aspettavamo il nostro secondo figlio. Ci siamo buttati», racconta Angela Ermolai, la moglie del pizzaiolo Italo, un passato da cuoco nei ristoranti e poi la voglia di mettersi in proprio. «Tanti ci avevano scoraggiato, ma noi ci abbiamo messo impegno, entusiasmo e buona volontà», dice Angela, «sono stati anni duri perché bisognava portare avanti l’attività e c’era la famiglia da accudire, ma ci siamo riusciti. E, per noi, essere riusciti ad arrivare al traguardo dei vent’anni di attività è importante». Una famiglia in pizzeria: adesso, insieme a Italo e Angela, che il prossimo 3 giugno festeggeranno 27 anni di matrimonio, ci sono anche i figli Margherita e Fabio. «Li abbiamo tirati dentro», scherza la mamma. «Insieme alla voglia di lavorare ci abbiamo messo anche la ricerca della qualità con prodotti come la farina del Molino Cappelli e la mozzarella di Bojano: i nostri clienti sentono la differenza». E il nome? «Io e mio marito passavamo sempre davanti a un ristorante sul Gargano che si chiamava Tio Pepe ma non ci siamo mai entrati. Così, l’abbiamo reinventato e, ormai, per tutti siamo Zio Pepe».

