Zona rossa: i paesi diventano 12 Ora c’è anche Caldari di Ortona

Le contromisure: il governatore Marsilio dà la notizia durante la trasmissione di Rete 8 con il Centro Allo studio iniziative per proteggere medici e infermieri come alloggi oppure hotel vicini agli ospedali
L'AQUILA. Si allarga la zona rossa, in Abruzzo. Il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha firmato, ieri sera, l'ordinanza relativa all'estensione delle zona rossa nel territorio di Villa Caldari, frazione di Ortona. L'area si aggiunge agli altri undici comuni già a "protezione totale" dove le misure restrittive sono più pesanti, con gli spostamenti consentiti solo al personale sanitario, alle forze dell'ordine e ai fornitori dei servizi essenziali. Il provvedimento era stato preannunciato durante la trasmissione "I fatti e le opinioni", da Marsilio, intervistato dal direttore di Rete 8, Carmine Perantuono e dal direttore del quotidiano Il Centro, Piero Anchino.
Un focus a tutto tondo sulla macchina della sanità abruzzese, impegnata in prima linea nella trincea più avanzata, sul reperimento dei Dispositivi di protezione individuale e sui numeri dell'epidemia in regione. Seguendo la curva di previsione, entro fine mese, si toccheranno i 1.500 contagi.
ZONA ROSSA. La nuova zona rossa, a Caldari, andrà ad aggiungersi ai comuni di Castiglione Messer Raimondo, Arsita, Bisenti, Montefino e Castilenti, in provincia di Teramo e di Penne, Montebello di Bertona, Civitella Casanova, Farindola, Picciano ed Elice, in provincia di Pescara.
«Non possiamo lasciare nulla di intentato per bloccare la diffusione del virus», le parole di Marsilio, «le zone rosse vengono istituite sulla base di valutazioni scientifiche e mediche, sull'incidenza dei casi e la difficoltà di individuare l'origine del contagio».
COME IN GUERRA. «Questa emergenza è peggio di una guerra», ha esordito Marsilio, «c'è una difficoltà oggettiva, e lo dico senza polemica nei confronti della Protezione civile, a fornire un numero di dispositivi sufficiente a far lavorare i nostri medici con la piena garanzia di sicurezza e senza dover lesinare sulle mascherine. Da quattro giorni siamo in attesa che decolli l'aereo fermo all'aeroporto di Mosca dove sono stipate 700mila mascherine Fpp3, le più preziose e utili per gli operatori che sono a contatto diretto che i malati intubati. Otto giorni fa siamo riusciti ad avere due ventilatori acquistati dalla Regione, altri cinque sono arrivati mercoledì mattina: ne abbiamo chiesti 130 e acquistate parecchie decine per conto nostro perché non possiamo più aspettare che la soluzione del problema arrivi dal Governo. Ho sollecitato alcune importanti industrie del territorio a riconvertire le produzioni, come il settore chimico di Bussi. Spero che a inizio settimana vengano attivate le prime linee su mascherine e altri dispositivi».
I NUMERI. «Quando è scattata l'emergenza, dal capo della Protezione civile, Borrelli, è arrivata l'indicazione alle Regioni di predisporre un piano di potenziamento dei reparti di malattie infettive e delle terapie intensive, raddoppiando dotazioni e posizioni», ha spiegato Marsilio, «lo abbiamo fatto, ma non basta. Siamo arrivati ad un punto limite sul fronte del personale sanitario, che è allo stremo, tanto che abbiamo chiesto ai pensionati di rientrare in servizio».
«Ogni persona che torna in corsia può salvare decine di vite umane». In Abruzzo a fronte di 70 posti di rianimazione generalista ne sono stati attivati altri 47; di questi sei avevano l'isolamento, diventati adesso dieci.
«A pressione negativa era disponibile un solo posto, ne abbiamo attivati altri tredici», ha chiarito Marsilio, «i posti letto a malattie infettive con isolamento semplice erano otto, ne abbiamo aggiunti 144; quelli di malattie infettive con isolamento a pressione negativa erano 60, ne sono stati attivati altri 35; di sub intensiva non c'era un solo posto, di pneumologia ce n'erano 36 e ne abbiamo attivati altri 48. 322 posti i posti di medicina, ne abbiamo aggiunti altri 172. Numeri importanti, ma che non bastano».
IL RUOLO DELLA STAMPA. In più di un passaggio, il presidente Marsilio ha espresso «profonda gratitudine e grande rispetto per quanti stanno combattendo questa guerra in condizioni di profonda criticità: medici, infermieri e tutto il personale sanitario. Nessuno avrebbe mai ipotizzato uno scenario apocalittico come quello attuale, che ha messo il mondo in quarantena. L'altra categoria per cui nutro grande rispetto», ha detto il governatore, «è quella dei giornalisti, che sono chiamati a dare informazioni ai cittadini e lo fanno in prima fila anche loro, andando fin dentro gli ospedali per dare una corretta visione di quanto sta accadendo. In questa fase delicata, una corretta informazione è fondamentale».
PIÙ TAMPONI. Nel corso della trasmissione è stato toccato anche il tema, delicato, di provvedere a reperire alloggi specifici per il personale sanitario che lavora a stretto contatto con i malati di Covid-19.
«Una delle misure più efficaci adottate in Cina è stata quella di far alloggiare i sanitari in strutture vicine agli ospedali, senza tornare a casa per due mesi», ha ricordato Marsilio, «non so se possiamo chiedere ai nostri medici e infermieri questo sacrificio, ma siamo consapevoli che se i sanitari venissero reclusi in alberghi dedicati ai malati Covid la diffusione del contagio sarebbe minore». E sulla possibilità di estendere i tamponi a tappeto, Marsilio ha risposto che «esistono dei protocolli da rispettare. I test vanno analizzati e processati. Siamo riusciti ad avere dei kit di tamponi veloci che danno otto risposte in 90 minuti, mente oggi ci vogliono almeno 6-7 ore per un solo tampone. Per estenderli a tutte le categorie a rischio, servirebbero mesi».
LA CURVA DEI CONTAGI. A fine mese la forbice oscillerà tra i 1.200 e i 1.900 contagi, con una media di 1.500.
«Numeri preoccupanti», li ha definiti Marsilio, spiegando come «non ci saranno presìdi ospedalieri che possano essere risparmiati da questo flagello. Tutto l'Abruzzo è in pericolo e deve collaborare». E sull'inevitabile crisi economica e sociale, che l'emergenza coronavirus porterà con sé, ha aggiunto: «Sarà un secondo dopoguerra. La Regione ha in programma l'approvazione di una legge, che andrà in consiglio mercoledì prossimo, e fornirà le prime risposte per posticipare i mutui e le scadenze. E dare man forte alle imprese».
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