Ztl, pass scaduti e multe: decine di ricorsi

Dopo il caso di via Mazzini, spunta la battaglia legale vinta dai residenti di via Umbria e via Messina
PESCARA. Sono decine i casi di residenti nelle vie della ztl di Pescara incappati nella morsa del mancato rinnovo del pass e nelle multe a raffica verbalizzate dalla polizia locale. Qualcuno è arrivato ad accumulare verbali fino a 6-7mila euro. Nei giorni scorsi, invece, è toccato a Claudia Traisci, che vive in via Mazzini, scoprire che la sua dimenticanza è arrivata a mettere in fila 25 multe (18 lei, 3 il padre e 4 il marito) per un totale di 2.475 euro.
ALERT I cittadini multati puntano il dito sulla Pescara Multiservice, che non avrebbe più comunicato in anticipo- come avveniva in passato sotto la gestione diretta del Comune - le scadenze degli abbonamenti annuali. Benedetto Gasbarro, amministratore unico della società che gestisce i parcheggi e i varchi delle zone a traffico limitato, annuncia però la novità in arrivo: »Siamo al lavoro per arrivare ad un sistema di alert mirato e più efficiente delle semplici mail massive, che spesso finendo negli spam di molti utenti diventando poco utili a risolvere il problema».
Poco più di un anno fa, il “caso multe” arrivò anche sul tavolo della Commissione comunale Mobilità per volontà dell’allora presidente Armando Foschi.
I RICORSI Intanto le azioni dei cittadini nei confronti del Comune non si fermano. I residenti di via Umbria e via Messina, mesi fa, si sono mossi con ricorsi di massa per dire no alla caterva di multe ricevute. Davanti al giudice di pace i legali che hanno difeso i pescaresi residenti in centro hanno puntato sulla reiterazione della violazione in un lasso temporale molto ristretto e sulla funzione rieducativa della sanzione. In soldoni, se non viene notificata celermente la prima sanzione, secondo i legali dei residenti non è possibile contestarne altre. A dare forza al ricorso anche una sentenza favorevole del tribunale di Ravenna, che aveva imposto al Comune di annullare le multe. Anche a Pescara è arrivato un successo dei ricorrenti, anche se con un parziale accoglimento. Le sanzioni ripetute in un lasso di tempo ristretto sono state tutte annullate. Sul secondo punto, invece, - quello che riguarda la funzione rieducativa della sanzione - il giudice non si è pronunciato. I cittadini avrebbero potuto impugnare la sentenza in appello, ma si sono fermati alla vittoria parziale. Sperano di avere buone notizie a fine settembre anche i ricorrenti che si sono affidati alla legale Federica Camplone: «La notifica della prima multa è fondamentale pochi giorni dopo, per permettere al cittadino di non reiterare l'infrazione. Ma l’amministrazione non ha voluto venire incontro al cittadino».
LA POLEMICA L’avvocato Vittorio Ruggieri, responsabile del Codacons provinciale di Pescara, più volte vicino ai cittadini in battaglie contro le multe a pioggia notificate dai Comuni: «Il Comune di Pescara in modo scandaloso fa cassa con le multe, il modo più semplice per racimolare soldi: non occorre progettualità e non c’è lavoro dietro, ma si viaggia ai limiti della legalità. Le sentenze della cassazione, però, smentiscono il loro operato. Non ci meraviglia il caso della signora Traisci, ennesimo di una lunga serie». Ruggieri, che in passato ha difeso gli automobilisti incappati nell’autovelox di via di Sotto, ai Colli, va giù duro contro il sistema dell’accanimento dell’amministrazione con le multe a raffica: «Fare multe indiscriminate senza rispetto delle norme è come spare in strada con il mitra. Perché una multa può essere fatta a chi guadagna un milione di euro l’anno, e quindi non ne risente, ma anche ad un pensionato sociale, a cui togliendo cento euro si toglie una settimana di spesa».

