«È caduto un aereo» Scatta l’emergenza ma è solo per finta

Prove di soccorso all’ospedale civile con duecento operatori In 70 interpretano morti e feriti, truccati dalla Croce rossa
PESCARA. Sei persone decedute, altrettante in rianimazione, tre ricoverati nei reparti chirurgici, chirugia toracica e vascolare, 7 in ortopedia e 10 pazienti dimessi. Si è conclusa con questo bollettino la "simulazione di maxi emergenza intraospedaliera" , conseguenza di un finto disastro aereo, andata in scena ieri mattina nell'area antistante il futuro ingresso del pronto soccorso dell'ospedale Santo Spirito, in via Fonte Romana. Alle prove generali in caso di terremoti, catastrofi, attentati terroristici, crolli, esplosioni, dissesti idrogeologici, volute dal primario del pronto soccorso Alberto Albani, di fresca nomina come referente sanitario regionale per le maxi emergenze; dal manager della Asl pescarese Armando Mancini e dal direttore sanitario Valterio Fortunato, hanno partecipato 200 figuranti tra personale sanitario del pronto soccorso, volontari della Croce Rossa, Protezione civile e della Misericordia, barellieri e rappresentanti della cooperativa Diogene, osservati tutto il tempo da un pubblico di addetti ai lavori e gente comune fatta accomodare sotto un tendone e rifocillata con acqua e snack durante lo "spettacolo" durato dalle 9 alle 12.30.
Settanta le vittime, tra morti e feriti, truccate all'alba nelle aule didattiche dell'ex scuola infermieri dallo staff della Croce Rossa e pronte per recitare, compresi sopravvissuti insanguinati e amputati negli arti che urlavano (per davvero) straziati dal dolore. La simulazione (il progetto nasce anche dalla spinta emotiva dei terremoti dell'Aquila, Amatrice e la tragedia di Rigopiano) ha inizio alle 9.05, quando Albani, col megafono e pettorina gialla con su scritto "Incident commander", chiede il «silenzio assoluto, stiamo per iniziare».
Tutti gli “attori" confluiscono nelle loro postazioni, nelle aree gialle, verdi e rosse (a seconda della gravità del trauma) allestite nelle sale di accoglienza dell'ospedale nelle vicinanze di radiologia, dello sportello cartelle cliniche e infopoint. La notizia del finto disastro aereo all'aeroporto di Pescara (meno di tre km di distanza dall'ospedale) con la cabina di pilotaggio andata a fuoco e il velivolo fuori pista, arriva alle 9.14. In pochi secondi, ognuno è al suo posto: gli infermieri trascinano velocemente barelle, lettini e attrezzature per il soccorso. Pronte le 2 Tac e 1 risonanza, 2 sale di neurochirurgia, 4 sale generali, 1 radiologia, 3 postazioni con respiratore. Alla cabina di regia, coordinano Antonino Gabriele, Angela D'Intino e Alessandro Patacca, affiancati da Vincenzino Lupi, di norma referente del 118 ; Rossano Di Luzio, commander assistant; Berardino Fiorilli in rappresentanza della Misericordia e Andrea Gallerati per la Protezione civile. Venti minuti dopo l'incidente aereo, alle 9.34, arrivano sul piazzale una a una le 15 ambulanze (normalmente sfrecciano a 70 all'ora in città e 160 in autostrada), predisposte per il servizio, con i feriti a bordo. Prima quelli lievi accompagnati dai familiari. Via via quelli più gravi, con traumi toracici, amputazioni, fratture al femore, volti insanguinati, manichini intubati. Subito vengono fotografati e schedati. Presi i parametri vitali (pressione, respirazione, ossigeno), vengono dislocati nei vari reparti. L'attesa dei familiari è snervante, qualcuno perde il controllo e urla contro gli infermieri, che rivelano: «Accade davvero tutti i giorni in corsia».
Alle 10.16 un elicottero dei vigili del fuoco sorvola la città, ma non atterrerà sulla pista dell’ospedale, non agibile. C’è chi spiega le proprie condizioni di salute a Gabriele Lombardozzi, dirigente medico della stroke unit. Lorenzo Coletti, studente 18enne di Spoltore, ha solo qualche graffio e viene dimesso subito. «L'intera esercitazione viene documentata e filmata da un operatore perché sarà passata al vaglio per eventuali correzioni. Ma oggi intanto l'ospedale di Pescara supera la prova di una maxi emergenza sanitaria», commenta Di Luzio alla fine.

