È il terzo caso in 10 giorni dopo Renzetti e Ulanio

PESCARA. Tre vite spezzate in pochi giorni, dall’inizio del mese fino a ieri mattina. Tre uomini di neppure cinquant’anni il cui cuore si è fermato d’un tratto, per sempre. Era il primo giugno quando...
PESCARA. Tre vite spezzate in pochi giorni, dall’inizio del mese fino a ieri mattina. Tre uomini di neppure cinquant’anni il cui cuore si è fermato d’un tratto, per sempre. Era il primo giugno quando un addetto della Asl di Pescara, Ruggero Renzetti, 48 anni, ha deciso di raggiungere il pronto soccorso perché non si sentiva troppo bene. Quella mattina era stato a giocare a padel. Nelle ore successive, avendo capito che qualcosa non andava, si è diretto al pronto soccorso per un controllo. E lì è morto, attorno all’ora di pranzo. Quattro giorno dopo, il 5 giugno, un medico di base di Celano, Francesco Ulanio, 47 anni, un passato da giocatore nell’Avezzano Rugby e un presente nella stessa società come allenatore dei bambini, ha lasciato la famiglia a Montesilvano, poco prima delle 7 del mattino, per andare a correre. Ha attivato il timer alle 6.50 e alle 6.59 i passanti hanno notato il corpo a terra nella zona dei grandi alberghi e hanno fatto intervenire il 118. Il tentativo disperato di salvare questo medico appassionato di sport non ha avuto gli effetti sperati. E la famiglia ha chiesto che venisse effettuata l’autopsia. Per capire. Ieri, poi, la morte di Federico D’Amico.

