«È la prova che il consumismo tocca anche le aree interne»

PESCARA. Troppi obesi in Abruzzo, una crescita preoccupante che negli ultimi anni ha visto la regione scalare la classifica insieme al Molise. Ma perché questo triste primato? Lo abbiamo chiesto a...
PESCARA. Troppi obesi in Abruzzo, una crescita preoccupante che negli ultimi anni ha visto la regione scalare la classifica insieme al Molise. Ma perché questo triste primato? Lo abbiamo chiesto a Bruno Adriano Piselli, specialista in Scienze dell’alimentazione e docente di Biologia della nutrizione a Bari.
Professore, perché aumenta il numero delle persone in sovrappeso?
«Uno dei motivi principali è legato al cambiamento che sta avvenendo nelle aree interne della regione che prima non erano ancora state raggiunte così massivamente dal consumismo. Oggi la differenza tra città e paesi rurali si è stemperata fino quasi a scomparire, e l’Abruzzo in campo di cattiva alimentazione ha recuperato posizioni».
Quali cibi non devono finire nel piatto?
«Bisogna mettere in pratica la cosa più semplice ed efficace, evitare le calorie cosiddette “sporche” (zuccheri semplici e grassi saturi ndr) contenute in bibite gassate, gelati, merendine, e nella maggior parte dei prodotti industriali. Bisogna assolutamente evitare di metterli a tavola, ma si possono concedere occasionalmente fuori casa. Il problema è che abbiamo spostato il corretto equilibrio: il superfluo ha preso il sopravvento sul necessario».
Quali sono i consigli dietetici da seguire nella quotidianità?
«Non allontanarsi dalla dieta mediterranea, che io chiamo tradizione alimentare mediterranea, patrimonio mondiale dell’Unesco. Si tratta di un concentrato di evoluzione e storia dell’uomo, di Scienza dell’alimentazione, di piacere di mangiare e cultura enogastronomica. L’umanità ha avuto una maestra per milioni di anni, ed è la natura. Dobbiamo solo interpretare la tradizione alimentare mediterranea, lì ci sono tutti gli ingredienti utili al benessere».
Lo sport aiuta, anche e soprattutto in età evolutiva.
«Lo stile di vita è importante: meno tv e computer, più attività fisica che crea autostima e rende il bambino più disposto a fare qualche sacrificio».
Quali sono gli effetti che ha l’obesità a lunga scadenza?
«Sono terribili, come quelli provocati dal fumo. Vanno dalla sindrome metabolica, quindi diabete, dislipidemia (grassi nel sangue ndr), alle malattie cardiovascolari e dello scheletro. Ogni chilo di grasso in più comporta centinaia di metri di capillari in più e una grande pressione sulle articolazioni».
E per tornare al peso forma e mantenerlo, come bisogna comportarsi?
«La cosa migliore è sempre la prevenzione, che va fatta a casa, ma anche nelle scuole. Fare una dieta dipende poi da coordinate sociali, assetto metabolico, ereditarietà. Inutile seguire le mode alimentari, che sono solo un alibi. Negli ultimi decenni il nostro rapporto con il cibo si è modificato e abbiamo sviluppato comportamenti dannosi per la salute. Dobbiamo renderci interpreti di un’alimentazione e di uno stile di vita sani ed equilibrati».

