«È mancata la dedica a noi malati di Sla»

9 Luglio 2022

Dall’ex docente e giornalista malata di Sla da otto anni, riceviamo e pubblichiamo l’intervento scritto dopo aver potuto assistere al concerto di Ultimo che si è svolto due sere fa allo stadio...

Dall’ex docente e giornalista malata di Sla da otto anni, riceviamo e pubblichiamo l’intervento scritto dopo aver potuto assistere al concerto di Ultimo che si è svolto due sere fa allo stadio Adriatico Cornacchia. Un evento a cui Paola teneva particolarmente e al quale ha potuto partecipare, anche se, come racconta, con qualche rammarico.

È stata un’emozione fortissima soprattutto quando il concerto è iniziato con “Buongiorno vita”, una delle mie preferite: sono scoppiata a piangere, l’unico modo in cui posso esprimere le mie emozioni. È stato stupendo vedere lo stadio illuminato da 25 mila luci di cellulari e sentire i ragazzi che cantavano a squarciagola le canzoni di Ultimo fino all’apoteosi finale di lui al pianoforte. Non mi sono sentita fuori posto perché il pubblico di Ultimo è variegato. C'erano anche tante famiglie e disabili un po’ meno gravi di me. Avrei voluto pure io cantare le canzoni che conosco a memoria. Mi resta il rammarico di non aver potuto incontrare Ultimo e consegnargli il mio biglietto, in cui gli chiedevo di dedicare a me e a tutti i malati di Sla una canzone che amo tanto, “Superoi Supereroi”, perché tali siamo tutti noi che combattiamo questa terribile malattia, e perché questa canzone mi rispecchia molto. La malattia e il tempo “infame” non mi hanno cambiata nel cuore e nella mente. Sono sicura che Ultimo avrebbe esaudito questo mio desiderio perché, oltre a essere un grande musicista, è anche un ragazzo di straordinaria sensibilità e cuore.