È morto Ciavolich: una vita dedicata al vino e alla sua terra

9 Febbraio 2023

Si è spento ieri a Pescara, i funerali domani alle ore 15.30 Il ricordo della figlia: «Era innamorato della sua gente»

FRANCAVILLA. È scomparso nel tardo pomeriggio di ieri, all'età di 93 anni, Giuseppe Ciavolich, illuminato imprenditore vitivinicolo e industriale di successo. Si è spento nella sua abitazione a Pescara, seguito fino all’ultimo dall’affetto della figlia Chiara e della moglie Anna Bortoli.
Una vita trascorsa con la passione per il vino, l’amore per la sua Miglianico di cui è stato sindaco negli anni Settanta, i terreni ereditati a Loreto Aprutino dove ha sviluppato la tenuta, e un occhio di riguardo al mondo dell’industria. Anche se, come sottolineano oggi le persone che gli hanno sempre voluto bene, amava essere ricordato soprattutto per la passione vinicola.
Una passione nata praticamente a cavallo del secondo conflitto mondiale, nel corso del quale i tedeschi in ritirata stabilirono il loro quartier generale proprio nel palazzo di Miglianico, consentendo tuttavia alla sua famiglia, di origini bulgare, di sistemarsi nella cantina.
Ma è nel dopoguerra che Ciavolich inizia l'ascesa verso il successo, che lo porterà a viaggiare in giro per il mondo esportando il suo vino, frutto della terra, prima di cedere il timone alla figlia Chiara. Che adesso con commozione ricorda: «Papà era innamorato della sua terra e della sua gente».
«Un amore», va avanti la responsabile, «che nel 1960 lo ha portato a rilevare un’azienda di Miglianico poi trasformata in quella che oggi è la Sicma. Un'azienda che ha dato lavoro a tante persone nel paese, motivo d'orgoglio per lui».
E ancora: «Il vino è stata sempre la sua passione più grande. Sempre negli anni ’60 ha ereditato i terreni a Loreto Aprutino e lì ha sviluppato la sua attività».
In alcuni ricordi, scritti qualche anno fa da Chiara, la figlia lo tratteggia come una persone dal carattere «timido ma affabile, un piglio deciso e quell’intelligenza che induceva rispetto e timore, ma soprattutto ammirazione».
A inizio anni 2000 Giuseppe Ciavolich viene colto da un malore improvviso, che per certi versi mette fine al suo percorso di amministratore, ruolo che nel frattempo passa proprio nelle mani dalla figlia Chiara.
Figlia che, dopo aver condiviso con il papà la passione per i vini, viene avviata alla gestione dell’azienda mentre, una volta finita l’università, si trova in uno studio legale per lo svolgimento del praticantato. Adesso è lei che gira il mondo, dagli Stati Uniti agli Emirati Arabi, per portare avanti una storia e una tradizione costruite dalla sua famiglia nel corso di oltre un secolo.
«Papà mi diceva sempre», prosegue la figlia Chiara, «quando fai del bene a una persona, ricordati che probabilmente quella persona diventerà il tuo peggior nemico. Ma comunque non puoi farci niente, se non cercare di stare più attenta in futuro, perché la nostra natura non è fare il male, ma il bene».
La notizia della sua scomparsa è stata annunciata, ieri, con un post sulle pagine social dell'azienda vinicola Ciavolich, con queste parole che ne tratteggiano, con poche parole, storia e impegno: «Ha dedicato la sua vita alla crescita e al progresso della sua regione e del suo paese».
I funerali di Giuseppe Ciavolich sono in programma per domani pomeriggio nella chiesa di Sant'Andrea a Pescara, con inizio alle 15.30.
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