È morto Gaetano Lauri, medico e umanista

Era un punto di riferimento della cultura cittadina. Oggi alle 15 l’addio nella chiesa del Mare
PESCARA. Bastavano poche battute a Gaetano Lauri, scomparso ieri a Pescara a più di 90 anni, per imbastire un discorso compiuto sulla Gioconda o sulle Alfa Romeo da corsa, tanto era il suo spessore intellettuale. Medico e umanista, Nino per gli amici, semplicemente il dottor Lauri per la città, se ne è andato all'età dei saggi, dopo una vita spesa per la professione, la cultura, il sociale. Le sue condizioni di salute si erano aggravate dopo Natale; due anni fa aveva perso la moglie Anna Maria Adamoli, teramana, titolare dell'omonimo negozio in via de Amicis, da cui ha avuto i figli Adriano, primario di gastroenterologia all'ospedale civile di Pescara, e Anna Grazia, sposata a Roma col notaio Marco Forcella. Saranno loro, assieme alla nuora Maria Pia, ai nipoti e ai tanti amici che si sono stretti intorno alla famiglia, a dargli l'ultimo saluto oggi alle 15 alla Chiesa del Mare, prima della tumulazione nella cappella di famiglia a Pineto, dove Gaetano Lauri era nato e cresciuto, prima di conseguire la laurea in medicina e dedicarsi alla libera professione, stabilendosi nel centro di Pescara. «È stato sempre un medico d'altri tempi e ha sempre tenuto a rimanere tale, senza mai assumere le vesti del medico di famiglia» precisa l'avvocato Carmelo Paolucci Pepe, uno degli amici più cari del dottor Lauri.
«Anche in questa scelta di difendere una professionalità specifica si riconosce l'acume di Nino» prosegue Paolucci Pepe, «persona di grande signorilità e di alto spessore culturale che già mi manca molto».
Gaetano Lauri non ha mai negato il proprio contributo nei consessi culturali della città, dalla Società del Teatro e della Musica "Luigi Barbara" all'associazione Flaiano e Fondazione Tiboni: socio storico per oltre 50 anni del Lions Club Pescara Host, Lauri era stato anche tra i promotori dell'Avis a Pescara. «La sua forza era l'intelligenza che aveva allenato con la lettura», ricorda ancora Paolucci Pepe, «possedeva migliaia di volumi, era un divoratore di libri. Aveva questo grandissimo pregio, leggeva di notte, ma al mattino presto era già in perfetta forma». Lo studio che più aveva appassionato Gaetano Lauri riguardava però la figura e l'opera di Leonardo: su da Vinci aveva una cultura smisurata e si documentava costantemente, frequentando negli anni anche importanti convegni sull'argomento. E quando nel 2011 venne esposta a Pescara "La Gioconda Nuda" attribuita a Leonardo, fu proprio il dottor Lauri a svelare in mostra un'altra opera del genio di Vinci, il "Trattato della Pittura": quel "Codice Lauri", come lo ribattezzò, per cui senz'altro gli piacerebbe essere ricordato.
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