È morto “lo zio” custode dello stadio

16 Settembre 2024

PESCARA. Ha fatto il custode dello stadio Adratico per oltre vent’anni, tra i Novanta e il 2006 e da tutti, tifosi, giocatori, sportivi che frequentavano l’atletica e giornalisti, era conosciuto come...

PESCARA. Ha fatto il custode dello stadio Adratico per oltre vent’anni, tra i Novanta e il 2006 e da tutti, tifosi, giocatori, sportivi che frequentavano l’atletica e giornalisti, era conosciuto come “lo zio”. Alberto Tondo è morto a 79 anni e oggi alle 15 sarà celebrato il funerale nella chiesa di Santa Caterina. «Papà», racconta il figlio Fabio, ex ultrà biancazzurro della Vecchia Guardia, «non ha mai saltato un giorno di lavoro. Mai un matrimonio, un battesimo, una comunione, il suo lavoro era allo stadio, e lì, con la sua battuta pronta, è stato sempre presente. Tifosissimo del Pescara e della Juve, amava i giocatori Galeone e tutto quello che riguardava il Pescara. Era molto legato a Di Giannatale, a Palladini e lui stesso aveva giocato a calcio, nello Stoccarda e poi nella squadra del Comune degli operatori ecologici, il suo primo lavoro come dipendente comunale». Il soprannome dello “zio” l’aveva ereditato, come il grosso mazzo di chiavi che si portava dietro, dal custode che l’aveva preceduto all’Adriatico, «zio Vittorio», ricorda ancora Fabio Tondo, «e così hanno chiamato anche lui». Una vita all’ombra dello stadio quella di Alberto Tondo, che da quando ha preso servizio all’Adriatico ha abitato nella casetta dietro ai Distinti.
«Papà aveva creato le balaustre in curva nord dove ci mettevamo in piedi per tifare, era quello che ci copriva sempre, per la sua morte mi stanno contattando gli ultrà da tutta Italia». Prima dello stadio, aveva fatto il custode in altri impianti sportivi, tra cui la palestra delle Magistrali in via Italica.(s.d.l.)