«È necessario accelerare le dimissioni dei pazienti»

Il primario Simeone ammette le difficoltà: «È vero, il personale è insufficiente Ma non possiamo rimandare a casa un anziano non in condizioni di sicurezza»
PESCARA. «Il mio è uno dei reparti più colpiti e sacrificati, ma noi ce la mettiamo tutta. Se andiamo oltre un certo numero di degenti, ovviamente il personale diventa insufficiente. A volte, ricorriamo alle residenze sanitarie assistite o all'assistenza domiciliare, quando le condizioni del malato lo consentono. Oppure cerchiamo di accelerare le dimissioni del paziente, ma per quanto possano essere veloci non possiamo certo rimandare a casa un paziente che non è in condizioni di sicurezza».
Emilio Francesco Simeone, primario dell'unità operativa complessa di Geriatria ala nord e sud, conosce perfettamente i limiti di un reparto che va spesso in sovraffollamento per via di una utenza di persone in là con gli anni, ma non fragile.
«No, gli anziani non possono essere definiti pazienti fragili», precisa il primario, «sono persone che hanno bisogno di maggiori attenzioni e tante altre necessità. Noi facciamo tutto ciò che possiamo per assicurare i servizi essenziali, ma certo, il personale è carente. Noi possiamo solo richiederlo, è competenza di altri organismi fornircelo».
Geriatria conta 54 posti letto, di cui 46 regolamentari più 8 disposti in un'ala del reparto sud con una dotazione organica per 47 pazienti di due infermieri e due Oss (Operatore socio-sanitario) per ogni turno. Sul sito della Asl si legge che il «volume di attività si aggira intorno alle 2400 dimissioni l'anno con cospicua attività ambulatoriale».
Simeone non nega che «dovrebbe esserci una migliore ricollocazione del personale tenendo presente anche le malattie e che gli oss andrebbero ripotenziati». A tal proposito, da più parti arrivano voci che non sarebbero stati rinnovati i contratti per decine (si parla di 60) operatori socio-sanitari. E sottolinea, infine, che se si è arrivati a una situazione esplosiva del reparto molto si deve anche al «ridimensionamento degli ospedali di Penne e Popoli, che acuisce il sovraccarico di lavoro di Pescara». Dalla farmacia ospedaliera, infine, non si registrano problemi sulle scorte dei medicinali né altre situazioni di criticità. In questi giorni la struttura è rimasta aperta anche fino a tarda sera per consentire l'erogazione, al reparto di rianimazione, di tre apparecchiature utili al riscaldamento dei sopravvissuti dell'hotel Rigopiano arrivati in ospedale in stato di assideramento. (c.c.)
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