È polemica per l’assessore dimesso
I consiglieri di opposizione: scelta illogica, tocca al sindaco spiegare
SPOLTORE. È polemica, a Spoltore, dopo le dimissioni dell’assessore ai Servizi sociali Carlo Cacciatore. In particolare, i consiglieri di opposizione Marina Febo, Andrea Sborgia, Antonella Paris, Pierpaolo Pace e Giancarlo Febo definiscono la scelta «illogica, perché compiuta a pochi mesi dalla fine del mandato e in un momento storico ove il suo ruolo è centrale per la risoluzione della grave problematica denunciata da noi consiglieri di opposizione».
I consiglieri si riferiscono alla recente gara sui servizi sociali di circa 6 milioni e mezzo di euro che il Comune di Spoltore, come ente capofila d’ambito Ecad 16, a nome di 12 Comuni, ha affidato al Consorzio Sgs e alla cooperativa La Rondine, «recentemente coinvolte», rimarcano, «nello scandalo giudiziario della Asl di Pescara, ove ha perso la vita il nostro concittadino dottor Trotta». E denunciano: «Stando agli atti visionati, mancano dei passaggi amministrativi che non sono stati compiuti. Cacciatore, da noi interrogato in consiglio comunale, aveva confermato di aver “seguito da vicino questa gara in tutte le sue parti” ed eravamo in attesa delle soluzioni che ancora non ci sono. Oggi, invece, il dietrofront: all’assessore, competono gli indirizzi, ma anche il controllo». Di qui la richiesta dell’opposizione: «Chiediamo pubblicamente al sindaco di riferire in Consiglio comunale e di assumere, senza indugio, le decisioni politiche e amministrative a tutela dell'Ente, aspettando di vedere chi accetterà di sostituire il dimissionario Cacciatore e si prenderà questa pesante eredità e a cui chiederemo conto di questa intera vicenda».

