È polemica sul progetto per la torre Tim

12 Marzo 2018

Francavilla. Mantini e D’Amario contestano l’idea del sindaco di abbellire la struttura: «Una follia»

FRANCAVILLA AL MARE. L’idea del sindaco di Francavilla, Antonio Luciani, di «abbellire e decorare» la torre della Tim in contrada Piane, ha dato il via a un botta e risposta con l’opposizione. Dopo il sopralluogo del sindaco finalizzato a capire come intervenire per trasformare la torre in «un oggetto d’arte», i consiglieri Alessandro Mantini (capogruppo Centrodestra per Francavilla) e Daniele D'Amario (capogruppo Forza Italia) sono intervenuti per bocciare la proposta del sindaco di rivolgersi ad un artista per modificare l’impatto sul territorio della torre (alta settanta metri). «È follia, pura follia», dicono Matini e D’Amario contestando l’idea che il Comune sostenga una spesa del genere e chiedendo di «dare più attenzione alle esigenze primarie dei francavillesi». I due dicono a Luciani di essersi ricordato di contrada Piane, durante il suo mandato, «solo in due occasioni e cioè per cedere a terzi il cimitero comunale e per proporre l'installazione di un forno crematorio. I problemi della zona sono altri rispetto alla colorazione della torre», dicono parlando della «mancanza di rete fognaria, che costringe i cittadini ad avere le fosse biologiche dietro casa, e il mancato funzionamento della rete idrica. Prima di pensare a colorare una torre di proprietà della Tim, chiediamo di voler dare pari dignità a tutti i francavillesi, soprattutto a quelli che da anni chiedono la rete fognaria e quella del gas metano. Il manto stradale, poi, è ridotto ai minimi termini e la manutenzione ordinaria non è il fiore all’occhiello dell’amministrazione. La priorità», concludono, «va data priorità alle famiglie in difficoltà che non hanno necessità dell'abbellimento della torre».
Non si è fatta attendere la risposta di Luciani. «Non accetto “lezioni” dal consigliere D'Amario soprattutto se intrise di demagogia e populismo», dice. «Una città ha sempre bisogno di fogne, marciapiedi, reti gas, raccolta acque piovane, depuratori e noi ci lavoriamo quotidianamente». Poi sottolinea alcuni obiettivi raggiunti come «il nuovo tratto di fogna in via Martiri delle Foibe, i lavori al sottopasso di via Pola, di quelli imminenti a Pretaro per sistemare le acque bianche e il finanziamento ottenuto per completare il terzo depuratore».
E aggiunge: «Quello che facciamo 15 ore al giorno magari non è sufficiente ma è il massimo che possiamo visto che siamo partiti con molto svantaggio e cioè l’eredità ricevuta dall'amministrazione Angelucci di cui D’Amario faceva parte. Oltre alle fogne», prosegue, «sono importanti la cultura, il diritto alla bellezza, il turismo, la valorizzazione dei prodotti locali e delle nostre peculiarità e per questo che lavoriamo alla possibile trasformazione della torre che rovina da 40 anni lo skyline della collina».
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