È scontro sul Mediamuseum: «I locali non si devono vendere»

Pd e M5S hanno presentato 45 emendamenti per fermare il piano di cessione di parte dell’edificio Ma il sindaco Masci è intenzionato ad andare avanti. Domani la resa dei conti in consiglio comunale
PESCARA. Dopo quattro rinvii, domani in consiglio comunale torna il nuovo aggiornamento del Documento unico di programmazione. All’interno del quale figurano due argomenti scottanti: la vendita di una parte dell’ex tribunale di piazza Alessandrini e una consulenza d’oro per quattro anni da 160mila euro per un professionista esperto di finanziamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Due temi che hanno suscitato le proteste dell’opposizione. Ma non solo, anche della Lega che ha contestato una spesa così elevata per un tecnico. Contestazione che, secondo alcune fonti, sarebbe rientrata dopo un vertice di maggioranza svoltosi venerdì scorso.
La protesta dell’opposizione è partita quando alcuni consiglieri hanno scoperto che all’interno del Documento unico di programmazione (Dup) era stato inserito nell’elenco degli immobili alienabili anche una parte dell’ex palazzo di giustizia. Più precisamente, della porzione non occupata dal Mediamuseum del fabbricato di piazza Alessandrini, Si tratta di 303 metri quadrati di superficie che verranno messi in vendita al prezzo di 2.834.000 euro.
Il sindaco Carlo Masci sembra intenzionato ad andare avanti con questa operazione, ma la cessione della parte dell’immobile viene duramente contestata dal Pd e dal Movimento 5 Stelle, al punto che hanno presentato decine di emendamenti (in tutto sono 45, ma ce ne sono alcuni della maggioranza) per bloccare la vendita.
«Negli ultimi tre anni», ha commentato ieri il capogruppo del Pd Piero Giampietro, «la giunta Masci si è avventurata in ipotesi così bizzarre e fallimentari sulla gestione del patrimonio immobiliare del Comune che sarebbe necessario un esame di coscienza, anziché continuare sulla stessa linea». «In piena emergenza edilizia scolastica», ha ricordato il capogruppo, «è stato messo in vendita, con tanto di cambio di destinazione d’uso a favore dei palazzi residenziali, l’unico sito che avrebbe potuto rappresentare un’alternativa e cioè l’ex casa di riposo di via Arapietra, che si prepara ad essere svenduta dopo la prima asta andata a vuoto». «Sul mercato coperto di piazza Muzii», ha aggiunto Giampietro, «due anni di forzature hanno prodotto un bando andato deserto. Ora arriva la spallata sull’ex tribunale, che viene messo in vendita nonostante la lettera di intenti chiesta all’associazione Flaiano che gestisce il Mediamuseum e nonostante l’immobile sia stato candidato per intero ad un bando del Pnrr. Così non si va da nessuna parte e non si può più ascoltare la teoria che queste risorse servono per la manutenzione delle strade, visto che i soldi per la consulenza da 160mila euro li hanno trovati eccome».

