È Silvi Marina, ma sembra Cuba

11 Luglio 2016

Un giorno nell’Oasi di Morgan, al Parco del Cerrano, tra i silenzi di Bruno e il cibo di Fabrizio

SILVI MARINA. Finestrini aperti, aria pulita da respirare. Quella che profuma di mare all'alba. Siamo in provincia di Teramo. E' mattina presto, io e Grazia ci siamo messe in macchina prima delle 6 perché avevamo voglia di vedere sorgere il sole sulla spiaggia dorata di Silvi Marina, seconda tappa del nostro viaggio a km zero.

A Silvi Marina ci venivamo entrambe da bambine, la sera a passeggio quando gli zii di Milano arrivavano qui in vacanza. Ai tempi un gelato dopo cena valeva molto di più di una borsetta di strass. Il luogo da visitare oggi è l'Oasi di Morgan, nel Parco Marino del Cerrano, “oasi della magia” come l'abbiamo ribattezzato noi a fine pomeriggio. Perché appena arrivate, abbiamo smesso di pensare, di parlare, di ipotizzare, abbiamo incontrato il mondo, quello di oggi e quello che c'era un tempo su quella spiaggia, abbiamo assaggiato pozioni magiche e incontrato Bruno. Bruno, pescatore, schivo, curioso, silenzioso. Bruno quanti anni hai? «Na frega»….ok… poche parole e solo a chi ha la fortuna di entragli nel cuore dagli occhi. Abita da sempre nella casetta davanti all'Oasi di Morgan e ha visto questa spiaggia quando non c'era nulla «e se volevi cambiare l'ombrellone per averlo più comodo, ci mettevi un telo intorno tenuto dalle mollette». Bruno è il “custode” di questa spiaggia, nel cuore della città di Silvi Marina e quest'anno qui hanno stampato le magliette con il suo tatuaggio, un bel cuore che Bruno si fece in barca più di 50 anni fa quando non esistevano mode nè macchinette per i tatuaggi, ma solo passioni e un taglierino per ricordarle a vita. Come descrivere questo luogo magico, ci viene in mente Cuba. Sì, Cuba con il suo verde, la luce, il silenzio. Io e Grazia abbiamo avuto entrambe la stessa sensazione, già all'ingresso, sedute davanti ad un grande specchio in un salottino rilassante e intrigante. Mood alternativo, accogliente, culturale. Bimbi che giocano, musica che avvolge, anziani signori eleganti al gioco di carte, un bar “green” dove facciamo amicizia con Linda e proviamo a fare il nostro primo Mojto senza alcol. Fabrizio Sacco, uno dei proprietari del posto, ci racconta che tutto è nato, per gioco, circa 12 anni fa, quando insieme a suo padre e ai suoi due amici e soci Francesco e Manuele avevano deciso di rilevare quella parte di spiaggia come fosse un potente “antistress”, per evadere dalla città e dal cemento. La storia di questo posto era già scritta» prosegue Fabrizio «non abbiamo dovuto nemmeno pensare all'arredamento perché tutto veniva naturale, come se qualcuno avesse già disegnato il progetto per noi. Non c'era uno spazio per cucinare, ma negli stessi anni in cui abbiamo preso questo posto ho sentito sempre più forte la passione per la cucina, così, mentre vedevo questo bagno nascere, o meglio rinascere, sono diventato allievo di Niko Romito. Finito il corso abbiamo costruito una cucina e ho portato qui la mia esperienza che condivido ogni giorni con i miei amici».

Con Grazia siamo d'accordo sul rubare le ricette dell'Oasi, una tra tutte il piatto di Ceviche, piatto peruviano con base di lime e spezie che, nella rivisitazione di Fabrizio, con verdure, zenzero e gamberi rosa, ci ha trasformate in due principesse! L'Oasi ha davanti un mare incontaminato, blu, spiaggia lunga e bianca. Clienti affezionati e un appuntamento serale ormai famoso lungo tutta la costa, quello della domenica in cui dall'aperitivo a mezzanotte si mangia, balla e beve guardando il sole scomparire dietro la collina in cui sorge il paese di Silvi.

Alessia Savino

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