«È un momento storico» Ma i sindaci sono divisi

9 Agosto 2018

PESCARA. Tante le reazioni del mondo politico sull’approvazione della legge sulla Nuova Pescara. A cominciare dai sindaci del Comuni interessati alla fusione. Marco Alessandrini, primo cittadino di...

PESCARA. Tante le reazioni del mondo politico sull’approvazione della legge sulla Nuova Pescara. A cominciare dai sindaci del Comuni interessati alla fusione.
Marco Alessandrini, primo cittadino di Pescara: «L’unione fa la forza, gli atti strategici della nostra amministrazione guardano all’orizzonte metropolitano: dalla mobilità alla lotta all’inquinamento, sicurezza, videosorveglianza, unione delle società dei rifiuti . Per la Nuova Pescara si apre una consiliatura costituente che avrà bisogno di competenza e lavoro». Una proposta «piena di criticità» è l’analisi del sindaco di Montesilvano, Francesco Maragno, «a cominciare dall’indecisione sul cronoprogramma della istituzione del nuovo Comune che oscilla tra il 2021 e il 2024. Sarebbe stato più funzionale una gradualità di condivisione dei servizi, tra cui riscossione tributi, pianificazione urbanistica, infrastrutture, reti, gestione rifiuti, polizia locale, servizi scolastici e promozione turistica».
Caustico, il sindaco di Spoltore, Luciano Di Lorito: «Difficile commentare una legge della quale non si conosce nulla e sin dall’inizio trattata con superficialità. I consiglieri regionali non potranno sottrarsi dalle responsabilità sulle conseguenze politiche e sociali di questo provvedimento senza precedenti».
«È un grande giorno», scrive il consigliere Riccardo Mercante, «Nuova Pescara vuol dire guardare ai prossimi 100 anni. Vuol dire avere un polo metropolitano capace di competere nel medio Adriatico con grandi città come Bari e Ancona, tagli agli sprechi, ai doppioni, agli apparati inutili e ai costi della politica».
Lorenzo Sospiri, capogruppo regionale di Forza Italia: «Oggi possiamo dire solo dire: vediamo se è fattibile. Sicuramente i tre Comuni dovranno essere convinti che tutti avranno pari dignità, che nessuno resterà indietro. La legge odierna è una manifestazione di volontà, ai prossimi amministratori è demandata la reale possibilità di effettuare la fusione». Marco Presutti, capogruppo consiliare Pd: «È un momento storico per l’Abruzzo, una grande città che sarà snodo fondamentale nelle relazioni adriatiche. Gli amministratori dovranno dimostrare di essere all’altezza di questa grande opportunità, chi si attarderà in posizioni di chiusura e campanilismo non potrà che fallire». Alberto Balducci, consigliere regionale e Maurizio Di Nicola, presidente della prima commissione, confidano «che i tanti piccoli comuni dell’entroterra , che meritano l’opportunità di resistere all’emorragia demografica in atto, possano emulare questa grande sfida». Il consigliere Pierpaolo Pietrucci: «È una legge che nasce dalla richiesta dei territori». (c.co.)