«È vera pelle», ma era una truffa: la Finanza sequestra mille cinture

Stroncato il traffico illecito di merce contraffatta gestito da esercenti cinesi sull’asse Milano-Pescara Il comandante provinciale Caputo: «Attenti ai prezzi troppo bassi, ma se avete dubbi chiamate il 117»
PESCARA. Sulle cinture e sugli accessori c’era scritto “100% vera pelle”, ma di pelle c’era poco o niente. Nell'ambito di una operazione congiunta con le fiamme gialle lombarde, i finanzieri del comando provinciale di Pescara, guidati dal colonnello Antonio Caputo, hanno sequestrato oltre mille cinture contraffatte per un valore di più di 10 mila euro, stroncando allo stesso tempo un traffico illecito gestito da esercenti cinesi sull’asse Milano-Pescara. Per due di loro, già con precedenti per contraffazione e ricettazione, è scattata la denuncia per frode in commercio e vendita di prodotti con segni mendaci. Operavano in particolare nel capoluogo adriatico, a Milano, a Trezzano sul Naviglio e a Cusago. Parte della merce sequestrata era all’interno di grandi magazzini di stoccaggio, abusivi e senza insegne, e parte in attività commerciali, pronta per essere venduta. Ad attirare l'attenzione dei finanzieri, oltre al prezzo basso, sono state le indicazioni stampate sull’etichetta dei prodotti, che riportavano diciture tipo “Vera Pelll” e “Febbia”, mentre all'interno c'era la scritta “100% Vera Pelle” ma parzialmente erosa e non facilmente leggibile.
Per capire la reale qualità dei manufatti, è stato chiesto l’intervento dell’Unione nazionale industria conciaria – Unic e l’Italian Leather Research Institute” che hanno operato insieme alle fiamme gialle.
Dagli accertamenti è venuto fuori che le cinture erano formate da più strati di diverso materiale, e solo quello interno era composto da vera pelle. Dal sequestro della merce, dunque, in poco tempo, la guardia di finanza è riuscita a ricostruire la filiera illecita di approvvigionamento della piazza di Pescara, assicurato da una società riconducibile a cittadini cinesi che operavano nel Milanese.
In vista degli acquisti natalizi, le fiamme gialle invitano i cittadini a fare attenzione «alla scontistica mirabolante e alle promozioni farlocche, sia in negozio sia on line».
«Prezzi troppo bassi, siti di cartone tradotti male in italiano, sedi dell’azienda non identificabili, numeri di telefono inesistenti, richieste di pagamento in bonifici. Sono tutti campanelli d’allarme di possibili truffe», sottolineano. In un’ottica preventiva, fanno presente che è possibile consultare online il sistema Informativo anti contraffazione-Siac, che raccoglie indicazioni e consigli per evitare di incorrere in prodotti falsificati. In ogni caso, per fugare ogni tipo di dubbio, l’invito è a contattare il 117. Neppure una settimana fa, nel piano d’azione “Stop Fake”, i finanzieri del comando provinciale avevano denunciato un senegalese che aveva trasformato un appartamento nel centro di Pescara in una boutique del falso.

