È il solito Pescara: dura solo un tempo

18 Luglio 2020

Bene per 45’, ma segna soltanto alla fine su punizione di Memushaj Nella ripresa ingenuità della difesa e arriva il terzo pareggio di fila

PESCARA. Un tempo, di più il Pescara non riesce a giocare su buoni livelli. Un tempo (il primo) contro il Perugia, uno contro il Venezia (il secondo) e uno (il primo), ieri, contro il Frosinone. Il tutto cuba tre pareggi che rappresentano anche il ruolino di marcia della gestione di Andrea Sottil.
Non basta per tirarsi fuori dalla zona salvezza, perché è ancora quint’ultimo, avendo gli scontri diretti a sfavore con il Perugia, che l’affianca a quota 42 in classifica, e con la Juve Stabia una lunghezza sotto.
C’è bisogno di un qualcosa in più che il Pescara non riesce a produrre. E così a tre giornate dalla fine è ancora lì con il fiato sospeso e con l’incubo dei play out. Appeso anche ai risultati delle rivali, quando all’inizio della stagione gli obiettivi erano un campionato di medio alta classifica e una squadra in grado di giocare un calcio piacevole. Invece, a divertirsi sono gli attaccanti avversari quando incrociano il Pescara che ieri ha incassato gol per la 14ª gara di fila. Una delle difese più bucate della serie B. Un gol, quello subito ieri, che chiama in causa l’ingenuità dei difensori.
Scognamiglio e Bettella dietro alla lavagna nell’occasione, beffati da Dionisi che protegge la palla facendosi scudo del primo e la punta statunitense che infila Fiorillo sotto gli occhi del secondo. Non bene. Eppure il Pescara nel primo tempo gioca meglio del Frosinone arrivato per consolidare la propria posizione all’interno della griglia dei play off. Luca Clemenza è il protagonista assoluto, insieme a Bardi che para tutto quello che può. L’attaccante biancazzurro gioca al posto di Galano (squalificato) nel 3-4-2-1 disegnato da Sottil che ricalca il modulo del secondo tempo di Venezia. Ed è proprio l’ex Juventus dopo 4’ a chiamare Bardi al primo intervento; poi, al 22’, serve un assist delizioso per Zappa che calcia al volo trovando ancora il portiere ciociaro pronto alla respinta. E poi di nuovo Clemenza, al 25’, dalla distanza con Bardi che devia in angolo. Tanto Pescara: alla fine del primo tempo si conteranno sette conclusioni nello specchio della porta a zero. Ma per sbloccare il risultato c’è bisogno di una prodezza di Memushaj che, al 45’, si guadagna una punizione dal limite e poi la calcia di destro mandando la palla all’incrocio. Roba da applausi per l’albanese al quarto gol in campionato. Il Pescara, in pratica, finisce qui. Anche perché dagli spogliatoi torna un Frosinone rinvigorito, risvegliato da Nesta durante l’intervallo. Il pericolo è evidente, perché i ciociari pigiano il piede sull’acceleratore fino alla rete, al 9’, dell’appena entrato Novakovich, la quarta in campionato favorita dalla dormita della difesa biancazzurra. A questo punto il Pescara non ha più la forza per riprendere in mano le redini della partita. Nemmeno l’ingresso di Bocic al posto dell’evanescente Pucciarelli serve a dare brio negli ultimi venti metri. E gli inserimenti di Busellato e Drudi non cambiano gli equilibri della contesa, agonisticamente tirata ma senza grossi brividi. Otto conclusioni a uno nello specchio della porta alla fine dell’incontro. Questo significa che il Pescara ha difficoltà a concretizzare lì davanti e nelle retrovie basta poco per prendere gol, lo specchio fedele di una squadra che si dimena nei bassifondi della classifica. È un pari che non soddisfa nè il Pescara nè il Frosinone per quel che riguarda le esigenze di classifica.
Ma, nel caso del Delfino, potrebbe tornare utile se ci sarà un cambio di marcia nelle prossime tre sfide: venerdì a Trapani contro i siciliani penultimi in classifica che, perdendo ieri sera a Pisa, sono scivolati a sei lunghezze dalla zona play out; il lunedì successivo in casa contro il già retrocesso Livorno e, infine, a Verona contro il Chievo che, anche alla luce della rocambolesca sconfitta di ieri a Castellammare di Stabia, potrebbe essere fuori dalla lotta play off. Ipotesi e condizionali, l’unica certezza è che i biancazzurri devono tornare alla vittoria per conquistare la salvezza.
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