A CENTROCAMPO nSTOP FORZATI

29 Giugno 2016

INVIATO A MONTPELLIER. La notte si porta via i profumi della festa, i colori della Torre Eiffel illuminata di verde bianco e rosso, l’eco dall’Italia di un Paese in festa e orgoglioso di questa...

INVIATO A MONTPELLIER. La notte si porta via i profumi della festa, i colori della Torre Eiffel illuminata di verde bianco e rosso, l’eco dall’Italia di un Paese in festa e orgoglioso di questa squadra. Al risveglio resta solo l’orgoglio, ma è una sensazione forte, che ti resta appiccata sulla pelle. Perché battere la Spagna è impresa certificata, tantopiù se lo hai fatto con merito, giocando un calcio che vale uno schiaffo in faccia a chi ci definisce “catenacciari”.

Esami per De Rossi. A un Europeo sei come su un tapis roulant: corri, corri, corri, e non puoi mai scendere. A meno che non fermi l’apparecchio, ma allora puoi anche andare a fare la doccia e poi tornare a casa.

Il tapis roulant scorre, e dopo la tappa Spagna ecco ora la Germania. Bisogna fare i conti con due infortuni che purtroppo rischiano di lasciare il segno, ovvero quello di De Rossi e quello di Candreva. Entrambi sono ad altissimo rischio per il match di sabato.

Partiamo da De Rossi. Ieri mattina ha sostenuto dei controlli clinici, ma nella massima segretezza la Figc non ha neanche fatto sapere il tipo di problema. Conte ha parlato di “colpo all’anca”, rimediato nel primo tempo probabilmente in uno scontro con Iniesta. Colpo non da poco se è vero che De Rossi è uscito e ieri mattina non si è neanche visto al campo di allenamento. Probabile che ci sia un versamento, per cui solo nelle prossime 24-36 ore si potrà avere le idee più chiare.

Candreva stirato. Il laziale è invece fermo dalla Svezia, il 17 giugno, per uno stiramento agli adduttori. Ha provato a forzare due giorni prima di Italia-Spagna, è andata male, anche ieri non si è allenato.

C’è chi dice che il suo Europeo sia in ogni caso già finito, anche se l’Italia dovesse andare avanti. Conte si tiene un piccolissimo margine di speranza. Ma le chance di vederlo in campo sabato non sono superiori al 5-10%.

Cambio modulo? Insomma, viene da chiedersi come andremo a giocarci questa battaglia coi tedeschi. È evidente che in mezzo al campo si è aperto uno squarcio: se salta De Rossi, non ci sono le alternative visto che Thiago Motta è squalificato. Col senno di poi, l’uomo ad hoc sarebbe stato Jorginho ma non c’è e bisogna arrangiarsi.

Come? Andare ancora a dritto col 3-5-2 può apparire logico visti i risultati sino a oggi, ma sembra possibile solo se De Rossi recupera. Perché a centrocampo l’unica alternativa è Sturaro e lo juventino non può certo fare il regista basso davanti alla difesa che prende palla e fa ripartire l’azione, magari dando pure profondità come fa De Rossi.

Restano due opzioni alternative. Una è il 3-4-3 (provato più volte da Conte durante le qualificazioni) che potrebbe portare al lancio di Insigne come titolare. Ma forse la più logica è un 3-4-2-1 che in sostanza sarebbe schierato così: solita difesa, Parolo e Sturaro in mezzo al campo a fare esclusivamente i mediani (anche perché Sturaro quello sa fare), Florenzi e De Sciglio sulle fasce, in avanti Giaccherini e Eder che partono leggermente larghi dietro alla prima punta Pellé.

Ci resta una sensazione. Che stavolta Conte farà davvero di tutto per schierare De Rossi.

Undici a rischio squalifica. Ieri mattina non si è allenato neanche Buffon, ma questo è l’ultimo dei problemi. Di solito il giorno dopo la partita il numero 1 sta sempre fermo.

Visto che ormai da qualche tempo abbiamo il timore delle squalifiche e poi andiamo sempre avanti, non perdiamo il ritmo. Sono in diffida in 11: Buffon, Sirigu, Barzagli, Bonucci, Chiellini, De Sciglio, De Rossi, Pellè, Eder, Insigne e Zaza. Se prendono il giallo con la Germania, saltano l’eventuale semifinale. Il nostro rito l’abbiamo fatto.

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