A Lanciano i tifosi contestano la gestione Maio

10 Gennaio 2016

Slogan e striscione davanti alla sede di via De Crecchio. Il tecnico D’Aversa: «Resto ma servono rinforzi»

LANCIANO. Una breve ma simbolica manifestazione sotto la sede della Virtus Lanciano per chiedere rispetto e chiarezza nella gestione della società: è l’iniziativa con la quale alcuni gruppi organizzati della curva sud hanno deciso di esternare il proprio dissenso verso la situazione che sta attraversando il club rossonero, e di fatto criticare l’operato della famiglia Maio pur non nominandola esplicitamente.

Ieri pomeriggio al corteo e al breve presidio in via De Crecchio erano presenti una cinquantina di ultrà, in rappresentanza di “Frentani non tesserati”, “1924” e “Briganti frentani”. I manifestanti si sono radunati intorno alle 16,30 nella zona di piazza della Vittoria, destando tra l’altro la preoccupazione delle forze dell’ordine che hanno presidiato in buon numero l’area. Erano presenti infatti due “volanti” della polizia, due “gazzelle” dei carabinieri e un’auto dei vigili urbani. Dopo le 17 i tifosi si sono diretti pacificamente verso la vicina sede della Virtus Lanciano. Qui i supporters rossoneri si sono sistemati sul marciapiede opposto a quello sul quale si affaccia il palazzo che ospita gli uffici della società frentana, e hanno mostrato uno striscione che recitava “Lanciano siamo noi! Pretendiamo rispetto!”. L’iniziativa, simbolica, non è durata molto, e ha preso di mira l’attuale dirigenza in maniera sottile: i tifosi, infatti, hanno alternato alcuni abituali cori da stadio con altri che inneggiavano a Ezio Angelucci, l’imprenditore che è stato ai vertici del club frentano a metà anni ’80 e dal 1997 al 2003, e considerato un modello di presidente ideale.

Intanto, qualche ora prima, il tecnico Roberto D’Aversa, aveva tenuto una conferenza stampa per mostrarsi dalla parte dei giocatori, ma non contro la società. E con la speranza che la salvezza è possibile, ma vincolata al mercato di gennaio. Le crepe ci sono, eccome: nello spogliatoio, nella società, nella squadra. Ma anche se il momento è difficilissimo, D’Aversa prova a tenere tutti insieme, compresa la dirigenza, sull’orlo di una crisi di nervi e i pezzi di passato del club che sono partiti. Si presenta ai cronisti dopo un’accesa discussione con la presidente sul loro “saluto” ad Antonio Piccolo, Fabrizio Paghera e Domenico Di Cecco. «È stato eccessivo lo sfogo verso i ragazzi che sono andati via, e ho la sensazione che se ne siano anche pentiti», dice D’Aversa delle parole di Valentina e Guglielmo Maio, dopo una lunga premessa su quanto avvenuto in estate, sulla stima e la riconoscenza verso i Maio, e sulle questioni economiche. «Alcune scelte societarie non le ho condivise e ne ho sempre parlato con loro», spiega D’Aversa, «le divergenze sono aumentate anche per il cammino in campionato e per la situazione economica. Capisco lo sfogo dovuto alla gogna mediatica esagerata, in particolare quella dei social network», continua l’allenatore, «perché Valentina e Guglielmo non meritano tutto questo. Non riesco a immaginare il gruppo storico separato dai Maio, e mi auguro che si chiariscano», sottolinea l’allenatore, «è vero che i giocatori fanno anche una scelta economica e hanno pensato alle loro famiglie, ma hanno dato tutto fino all’ultimo istante dell’ultima partita, anche sapendo che sarebbero andati via: sono orgoglioso di essere stato un loro compagno di squadra prima e il loro allenatore poi».

La Virtus barcolla, ma D’Aversa non molla. Almeno per ora. Alle domande su un eventuale congedo anticipato resta sul vago e taglia corto: «A fine gennaio ognuno tirerà le conclusioni. Le difficoltà sono aumentate, ma sono convinto di poter salvare questa squadra. Ho detto al ds quali giocatori non devono partire e di che tipo ne devono arrivare. Aspetto fiducioso la fine del mercato», continua, «farò di tutto per fare più punti possibili, a partire da sabato con la Pro Vercelli».

Intanto è ufficiale: il centrocampista Crecco passa dal Lanciano al Modena.

Andrea Rapino

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